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Rovigo

Avis e Aido Rovigo, oltre il dono la pace

L'evento a San Bortolo, tornato dopo 2 anni di stop a causa della pandemia, ha premiato 60 donatori

Avis e Aido Rovigo, oltre il dono la pace

ROVIGO - Essere donatori di sangue e di organi è un gesto di pura solidarietà. Niente è previsto in cambio. Anche se prima o poi la vita insegna che ciò che si prende, equivale sempre a ciò che si dà. Così, anche alla Festa dei donatori Avis e Aido di Rovigo, ieri pomeriggio in piazza San Bartolomeo nello spazio antistante il sagrato della chiesa parrocchiale, i quasi 100 partecipanti non solo hanno potuto ritrovarsi a un evento che mancava dall'ottobre 2019 a causa della pandemia. Ritrovarsi alla Festa dei donatori, infatti, ha significato anche tornare a "quando le storie diventano doni".

Come è successo, ad esempio, alla nipote di Irene Borghetti trovando il tesserino Aido della zia, morta recentemente ultra novantenne. E venendo a sapere, così, che era iscritta all'associazione dei donatori di organi di Rovigo dal 1966: "E' stato come scoprire la vita dopo la morte", ha detto ricevendo dalla presidente Aido Rovigo, Monica Giordani, una targa ricordo.

E così succede nei gesti di solidarietà che uniscono Avis e Aido con l'Ucraina. Da una parte, le associazioni del dono di Rovigo hanno deciso che la somma equivalente al tradizionale rinfresco della Festa dei donatori sia destinata, invece, a sostenere l'accoglienza e assistenza alle persone in fuga dalla guerra. Dall'altra, senza correlazione o causalità con questo gesto, ecco che «sette cittadini ucraini residenti da tempo a Rovigo ci hanno comunicato che diventeranno donatori di sangue, come gesto di solidarietà», ha annunciato Angelo Maffione, ieri tra i 60 premiati con le benemerenze Avis e responsabile dello sportello integrato di Rovigo che amministrazione comunale e volontari hanno attivato per essere più vicini al popolo ucraino.

Poi, le storie che diventano doni sono anche nei numeri delle associazioni: "E' la prima volta, dopo due anni in cui la pandemia di coronavirus ci ha fortemente condizionati, che finalmente ci è concesso di ritrovarci in presenza: nel frattempo, i donatori della comunale di Rovigo - ha ricordato il presidente Francesco Chiavilli - sono stati particolarmente generosi e attenti. Tanto che nel biennio 2020-2021, in piena pandemia, abbiamo avuto 221 nuovi donatori e sono aumentate anche le donazioni: da 2.778 nel 2020 a 2.854 nel 2021".

"Donare è dare la vita", ha ribadito la presidente dell'Aido comunale di Rovigo Monica Giordani. E la presidente dell'Avis provinciale Barbara Garbellini e il vice presidente vicario dell'Aido polesana, Camillo Ischiari, hanno ricordato così le cifre raggiunte dalle due associazioni nel 2021. "Avis - ha detto Garbellini - ha contato 17 mila donazioni di sangue", che sommate alle donazioni dei donatori Fidas, rappresentati ieri a Rovigo da Walter Piva, fanno raggiungere al Polesine la quota di 20 mila donazioni di sangue in un anno, comunque segnato dalla pandemia ma anche dalla grande generosità. Tutte le donazioni sono stati utilizzate e hanno garantito, ha rilevato Garbellini, assieme all'autosufficienza provinciale anche l'invio settimanale di 50 sacche di sangue a Cagliari e un contributo fondamentale ai maggiori centri di operazioni chirurgiche. Ischiari ha aggiunto che l'Associazione dei donatori di organi, tessuti e cellule staminali conta in provincia 13 mila iscritti, e ha ricordato che in tutta Italia ci sono 9 mila persone in attesa di trapianto.

Il presidente dell'Avis comunale di Ferrara, Sergio Mazzini, ha affermato che "il sangue si dona, non si versa", e ha espresso così l'auspicio che la prossima Giornata mondiale del donatore di sangue, in calendario il 14 giugno, possa ricordare anche un ulteriore valore: "La pace". Mazzini è intervenuto con il collega Andrea Tieghi secondo il gemellaggio siglato lo scorso ottobre, "per crescere insieme", tra le Avis comunali e provinciali di Ferrara e Rovigo: anche questa scelta conferma "la capacità delle associazioni di fare rete, soprattutto nei momenti di difficoltà", ha sottolineato l'assessore comunale all'Associazionismo Erika Alberghini, intervenuta alla Festa dei donatori assieme al comandante della Stazione dei Carabinieri di Rovigo, il luogotenente Valentino Raiteri, alla direttrice dell'Unità operativa complessa di Direzione medica ospedaliera dell'Ulss 5 polesana Carla Destro, al presidente dell'Odv Tempio del donatore Gino Foffano e alla direttrice sanitaria associativa Avis Barbara Cavallaro.

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