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Rovigo

Referendum giustizia, sì ma chi lo capisce?

I cittadini sono divisi: "Giusto votare ma i quesiti sono incomprensibili"

ROVIGO - La chiamata alle urne si avvicina. Il 12 giugno è la data che coincide con il momento della votazione, oltre che per le amministrative, sui cinque quesiti del referendum sulla giustizia che, però, non riescono a catturare l’attenzione degli italiani.

La campagna referendaria fino al momento è stata impalpabile, probabilmente anche per il contesto entro il quale si sta svolgendo, tra la guerra e le Riforme in discussione in parlamento. Tuttavia il vero scoglio da superare è rappresentato dal raggiungimento del quorum a cui, secondo gli esperti, il colpo di grazia è stato dato dall’inammissibilità dei quesiti referendari sulla cannabis e sull’eutanasia, temi che sicuramente avrebbero innalzato la possibilità del raggiungimento del quorum.

I cinque quesiti, come detto tutti sul tema della giustizia, riguardano nello specifico la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, l’equa valutazione dei magistrati, la separazione delle funzioni dei magistrati, la custodia cautelare e l’abolizione della legge Severino.

Temi che, però, sembrano alquanto sconosciuti come confermano le parole di Chiara: “L’unica cosa che so è che ci saranno cinque quesiti in questo referendum però, ammetto, di non essere particolarmente informata. Cercherò di studiare meglio l’argomento”.

Idee non proprio chiare anche per Ferdinando: “Se sono informato sul referendum? Più o meno sì. Non ho, però, le idee del tutto chiare ma vedrò di informarmi meglio in questi giorni che precedono il voto. La cosa importante, infatti, è che prima di andare a votare bisogna sapere su cosa lo si sta facendo. Ci vuole consapevolezza quando si va alle urne”.

Un referendum complicato secondo il pensiero di Martina: “Stiamo parlando di un argomento delicato e molto particolare e penso dovrebbe essere relegato alle persone del settore. Un po’ mi sono informata ma è tutt’altro che facile approfondire i quesiti. Detta sinceramente pensavo anche di disertare le urne perché non mi sento abbastanza informata e coinvolta”.

Invece, Lucio sembra aver trovato più la quadra: “Certo che andrò a votare e ho già le mie idee. Penso sia importante votare in questo referendum perché credo che qualcosa debba essere cambiato in questo ambito”.

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