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L'intervento

Sos stagionali: “Non condannate i giovani”

Il consigliere comunale di Rosolina Francesco Biolcati: “Sono generalizzazioni senza alcun senso”

“Sbagliato prendersela coi giovani”

Il consigliere comunale di Rosolina Biolcati: “Sono generalizzazioni senza alcun senso”

ROSOLINA - Il tema di strettissima attualità, a maggior ragione a Rosolina Mare, è la mancanza di stagionali, con la stagione turistica ormai partita.

Francesco Biolcati è consigliere comunale a Rosolina e afferma: “E' inaccettabile sentire terribili generalizzazioni sui giovani da chi li dovrebbe rappresentare. La politica e le istituzioni locali, invece di esprimersi con inutili luoghi comuni, dovrebbero impegnarsi per connettere domanda e offerta di lavoro”.

“E' curioso osservare come il problema del lavoro stagionale venga trattato da molti in maniera strumentale, senza un'analisi che individui cause e soluzioni del problema. Da qualche tempo si è innescato un meccanismo per il quale si generalizzano tutti i giovani del territorio all'interno di alcuni luoghi comuni, del tipo: ‘non hanno voglia di fare bene’, ‘non vogliono lavorare’ o ‘non sono in grado di....’. Beh, lasciatemi dire che non è così e che chi si esprime in questo modo è fuori dalla realtà e non la conosce”.

“I giovani - prosegue il consigliere Biolcati - rappresentano il futuro del territorio e si impegnano lavorando e studiando. Invece, ho dei dubbi su chi parla solo con frasi fatte. Per la mia esperienza, gli impieghi estivi sono stati occasioni formative e di crescita, perché ti permettono di apprendere il valore del lavoro e rendersi più indipendenti, per questo, bisogna fare uno sforzo ulteriore per comprendere le cause di questo problema. Oltretutto, prendersela in maniera generalizzata con la fascia di popolazione più giovane è sintomo di una società deteriorata e poco lucida, perché, dopotutto, non si fa altro che accentuare la difficoltà”.

“Sia chiaro che in questo contesto le generalizzazioni non vanno fatte neanche sui datori di lavoro. Il nodo della questione riguarda i motivi per i quali la stagione non rappresenta più un'occasione di crescita e di autonomia. Le cause a mio avviso sono una moltitudine e si connettono al problema dei salari, agli orari di lavoro prolungati, all'assistenzialismo, alla cultura del lavoro e alla sua formazione. Auspico un cambio di paradigma grazie al quale non si attacchino i giovani, ma si cerchi di risolvere il problema”.

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