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Rovigo

"Dress code a scuola in segno di rispetto"

La dirigente scolastica veneta al centro delle polemica "supportata" dai cittadini di Rovigo

ROVIGO - Il dress code a scuola fa e farà discutere perché il punto d’incontro, tra favorevoli e contrari, sembra non esserci. La polemica è scoppiata qualche giorno fa quando la dirigente scolastica del liceo scientifico Eugenio Curiel ha inviato una circolare con oggetto “Abbigliamento consono e adeguato al contesto” alle studentesse e agli studenti della scuola. In poche righe la preside ha invitato ragazze e ragazzi a “non indossare abiti più adatti all’ambiente balneare che a quello scolastico”.

La protesta degli studenti è scattata subito. Molti si sono chiesti che cosa voglia dire in sostanza “abbigliamento consono” e soprattutto cosa sarebbero quegli “abiti balneari” da non portare a scuola. In tanti hanno attaccato la dirigente scolastica e la decisione di inviare quella circolare. Da una parte, quindi, ci sono gli studenti che vorrebbero relegare ogni regola in fatto di abbigliamento in ambiente scolastico a postilla del passato, adeguando le norme a una sensibilità ormai mutata. Dall’altro lato, i presidi, compatti nel ribadire l’utilità di un regolamento improntato sul “buonsenso”, ma certo non immutabile.

Insomma, la polemica non si affievolisce e sulla questione Vittoria non ha alcun dubbio a riguardo: “Dress code a scuola? No, credo non sia giusto. Sono d’accordo sia corretto che ognuno possa esprimersi a proprio modo anche attraverso l’abbigliamento”.

Certo che la linea tra libertà e buonsenso viaggia su due binari paralleli ma non così paralleli come si pensa: “È vero che non esiste alcuna etichetta a scuola per quanto riguarda l’abbigliamento - dice Ilaria - Così come è vero che i tempi evolvono però un po’ di regole ci vogliono. Le regole educano”.

D’accordo sulla scelta della preside padovana è Arianna che afferma: “A scuola ci dovrebbe essere rispetto verso se stessi, gli insegnanti e l’istituzione scolastica. Quindi sono grata a questa dirigente scolastica che ha voluto dire questa cosa nel bene dei ragazzi”.

Infine Luana conclude: “Si è pur sempre a scuola e un po’ di rispetto dell’ambiente in cui ci si trova servirebbe”.

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