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LOREO

I sapori di casa di Egle chiudono le porte, "Nessuno mi aiuta"

La malattia diagnostica all'imprenditrice e le istituzioni che "abbandonano i lavoratori" alla base della triste decisione

"Costretta a chiudere per potermi curare"

Egle con alcune amiche: la sua toccante testimonianza

LOREO - Domenica 15 maggio la “Gastronomia i Sapori di Casa” di Egle è entrata tra le attività storiche di Loreo, avendo compiuto 10 anni di vita. “Ho battuto il record di Loreo, nessuno è durato così tanto” dice la proprietaria, che ha sempre potuto contare sull’indispensabile aiuto di mamma Giuliana e zia Flavia. E quello che era iniziato come un ritrovo di amici, alla fine è diventato un piatto di pasta preparato al volo e mangiato in compagnia sotto i portici.

Egle ha aperto il 12 maggio 2012, dove un tempo si trovava lo storico forno di “Cavalieri” e nel corso degli anni ha rallegrato i portici loredani con serate karaoke, ma anche servendo le scuole in un periodo in cui mancava la mensa scolastica, o i pescatori in gara alle “chiatte” di Cavanella Po. Ha fatto la sua parte anche nelle feste paesane, come le “Cene in bianco” e la “Magnalonga del Doge, dove ha preparato il baccalà. Tutt’ora porta pranzo e cena a casa delle persone anziane.

“L’attività funziona molto bene, ma adesso dovrò cedere l’attività per motivi di salute”. Infatti, pochi giorni dopo l’apertura dell’attività, a Egle è stata diagnosticata la sclerosi multipla. Tutt’ora, dopo 10 anni, per sottoporsi alle terapie si rendono necessarie delle chiusure periodiche. Queste però causano delle perdite economiche sostanziose e per un lavoratore autonomo le difficoltà sono tante e il sostegno poco. “Vorrei lanciare un messaggio alle istituzioni, affinché si rendessero conto dei problemi che incontriamo noi persone malate a fare semplicemente il nostro lavoro”, dice Egle “ci sentiamo abbandonati”.

“Voglio ringraziare tutto il paese di Loreo, che mi vuole bene, per la fiducia riposta in tutti questi anni. Ci tengo molto anche a ringraziare Grossato Stefano e la sua famiglia del ristorante il Monte, perché mi hanno trasmesso la passione per il lavoro che porto avanti”.

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