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Dopo l'assalto alla pizzeria: "Quando le armi ai vigili urbani?"

Il Sulpl: “Definire il regolamento, che la giunta trascina da tempo, e poi rompere il tabù taser”

Arrivano in questura le "pistole elettriche": i taser

Un taser, storditore elettrico che funziona sparando dardi

Il Sulpl: “Definire il regolamento, che la giunta trascina da tempo, e poi rompere il tabù taser”

ROVIGO - Il ruolo della polizia locale e la sicurezza in città. Torna in primo piano il dibattito su funzioni, competenze e armi per i vigili urbani di Rovigo. Dopo l’aggressione e la devastazione subita da un pizzaiolo e dalla sua famiglia nel locale in pieno centro a Rovigo, “Da Mimmo”, alcuni gruppi consiliari di Rovigo sono tornati a chiedere l’istituzione del terzo turno, quello serale, per la polizia locale. Per aumentare il presidio in città. Cosa che però comporterebbe anche la dotazione di armi per gli agenti, i quali sottolineano che per tutto questo occorre potenziare il personale in forza al comando della polizia locale di Rovigo. Personale, adire il vero, che è stato recentemente aumentato anche se l’utilizzo di armi o altre strumentazioni, come il taser, non è ancora in dirittura d’arrivo.

Il Sulpl, sindacato di polizia locale, a seguito dell’inaccettabile episodio di violenza gratuita ai danni della pizzeria “Da Mimmo” di Rovigo, da piena solidarietà al titolare. Il coordinatore provinciale Mirko Gennari spiega che “grazie alle dichiarazioni del consigliere Michele Aretusini, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, che vorrebbe la polizia locale anche di notte, e la vorrebbe armata, è tornato all’attenzione dell’agenda politica il ruolo del corpo nell’ambito della sicurezza cittadina. Ben lungi dall'essere la panacea di tutti i mali, la polizia locale è comunque un attore imprescindibile della sicurezza delle nostre città, Rovigo compresa, nonostante da parte di certa politica spesso si cerchi di nascondere la testa sotto la sabbia, ogniqualvolta si cerchi di affrontare i problemi insoluti che da troppo tempo affliggono il corpo di polizia locale del capoluogo”.

Poi una serie di puntualizzazioni: “A nostro avviso, le aspettative del gruppo consigliare della lega nei confronti della polizia locale, che, aggiungiamo noi, coincidono con quelle di buona parte della cittadinanza, devono fare i conti con una cronica scarsità di personale e le mille incombenze a cui questo è chiamato a far fronte. Fermo restando che la carenza di personale, o le altre ataviche criticità che il corpo si trascina dietro dalla notte dei tempi, non possono essere un alibi per l’amministrazione per continuare a non investire su di esso in termini uomini e mezzi, a meno che non ritenga ottimale la situazione attuale, dove anche gli agenti neoassunti, appena possono, lasciano la polizia locale di Rovigo per prestare servizio presso i corpi di altre città”.

Macrì non risparmia critiche all’amministrazione comunale: “Alcuni provvedimenti, come l’attesa approvazione del nuovo regolamento del corpo, perennemente in fase di studio (pare che Dante Alighieri abbiamo impiegato molto meno a scrivere la Divina Commedia), risultano di così facile attuazione che il loro continuo procrastinarsi non trova giustificazione alcuna, se non nella volontà di non cambiare le cose”.

E restando in tema di scelte politiche, “consapevoli che ciò farà storcere il naso ai soliti benpensanti, crediamo non debba più nemmeno essere un tabù parlare di dotazione del taser per la polizia locale e che ciò debba entrare nell’agenda politica, insieme alle necessarie azioni di modernizzazione del corpo e valorizzazione dei suoi appartenenti, indispensabili per ottenere il cambio di passo tanto atteso dal corpo stesso quanto dalla cittadinanza”.

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