27/05/2022

IL CASO

Zls, tre comuni spariscono dalla mappa

Trecenta, Bagnolo di Po e Fiesso Umbertiano saranno fuori dalla zona logistica semplificata

Clamoroso: tre paesi paesi messi fuori dalla Zls

26/01/2022 - 14:23

ROVIGO - Sorpresa: tre Comuni scompaiono dalla mappa della Zls, che trova, invece, nell’Interporto di Rovigo il proprio nuovo centro focale.

Proprio all’indomani della firma del protocollo d’intesa, tra Regione e governo, per arrivare a istituire entro l’estate la Zona logistica semplificata per Polesine e Marghera, cambia la geografia dell’area interessata dagli incentivi europei, pensati per attirare investimenti e insediamenti industriali. Trecenta, Bagnolo di Po e Fiesso Umbertiano, infatti, non saranno più della partita: manca solo l’ufficialità, ma appare ormai inevitabile che questi tre Comuni - gli unici, assieme a Ceneselli, a non essere bagnati direttamente dal Po tra i 16 della Zes - alla fine resteranno fuori dalla (ormai) nascente zona semplificata.

Di pari passo, la cartina della Zls si allarga verso nordest, “conquistando” l’Interporto di Rovigo, che diventa il cuore della nuova zona, che ha la testa a Marghera e il corpo adagiato lungo il Po. Nella nuova Zls, dunque, ci saranno Rovigo e Bosaro, unico altro Comune socio di Interporto e “ponte” territoriale tra il capoluogo e Polesella, e da qui verso gli altri 12 Comuni coinvolti, su fino a Melara. Per la città e il piccolo Comune del 45esimo parallelo, però, nessuno sgravio fiscale - che resteranno appannaggio dei Comuni originari, sebbene ridotti di tre unità - ma “un ruolo centrale nel progetto”, come preannuncia il sindaco Edoardo Gaffeo.

Certo, manca ancora l’ufficialità, e per questo tutti predicano prudenza, e anche dall’Alto Polesine si continua a rivendicare “l’ottimo risultato raggiunto”, soprassedendo - per ora - sulle future, per quanto imminenti, evoluzioni. Ma il dado è tratto.

“Com’era già stato stabilito, Rovigo entra nell’ambito del piano strategico della Zls, in quanto nel nostro territorio c’è un’infrastruttura strategica per l’intera operazione qual è l’Interporto”, riassume Gaffeo. Rovigo, dunque, entrerà nel tavolo tecnico della Zes, “ma soprattutto - spiega il sindaco del capoluogo - metterà a disposizione dell’intero territorio la propria infrastruttura, snodo logistico importante con rotture di carico per le tre modalità, gomma, acqua e ferro, oltre alle opportunità ‘soft’, alle attività formative per tutte le aziende dell’area che ne avranno bisogno, al supporto amministrativo e più in generale a tutto ciò che afferisce al terziario avanzato”.

“Insomma - tira le somme il sindaco - acquisiamo un ruolo guida all’interno della provincia, che penso sia giusto ci venga riconosciuto”. Certo, il lavoro da fare sarà tantissimo ed è ancora da capire, per filo e per segno, cosa questa novità comporterà: “Il Polesine diventerà il retroporto di un porto, Marghera, lontano 85 chilometri. Servono infrastrutture, per centinaia di milioni di euro, e bisognerà fare delle scelte per garantire modalità di trasporto efficienti, sostenibili e veloci, lungo aste fluviali, ferrovie e strade. Una sfida epocale”. Da cogliere e far diventare realtà “con i fondi del Pnrr ma non solo: servirà la disponibilità di molti soggetti, a partire dal ministero delle infrastrutture e dalla Regione, con i suoi piani particolareggiati. Marghera diventerà il secondo porto dell’Alto Adriatico dopo Trieste, ma soprattutto servirà tutta la metà orientale della Pianura Padana. E’ un progetto di valenza nazionale e va affrontato come tale”.

Raggiante anche il sindaco di Bosaro Daniele Panella: “Per il nostro Comune è un’opportunità bellissima, sia per le aziende insediate che per l’indotto. Siamo uno snodo cruciale, e si conferma la lungimiranza della scelta di continuare a investire sull’Interporto”. 

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