27/05/2022

LEGAMBIENTE VENETO

Smog e pm10, Legambiente denuncia una situazione gravissima

In Polesine, nei primi 24 giorni dell’anno, ben 14 hanno visto uno sforamento

Fiab No allo Smog 15

24/01/2022 - 19:10

ROVIGO - "Inquinamento atmosferico alle stelle e da domani semaforo arancione e rosso per tre milioni di veneti. Per la qualità dell’aria l’inizio del 2022 risulta peggiore rispetto al 2021 e gli sforamenti dei livelli degli inquinanti vengono mediamente registrati un giorno si e uno no". E' un allarme serio, quello che viene lanciato da Legambiente, che mette in guardia sulle ripercussioni che una situazione di questo tipo può avere sulla salute pubblica.

"Manca poco più di manciata di giorni alla fine del primo mese dell’anno e le centraline Arpav per il rilevamento della qualità dell’aria sono già sotto stress. La maggior parte delle città del Veneto ha già raggiunto e registrato quasi la metà dei giorni con valori superiori al limite di legge. A oggi (24 gennaio 2022) i dati delle centraline dell’Arpav dicono che gli sforamenti dall’inizio dell’anno sono stati: Venezia Bissuola, Vicenza e Rovigo hanno raggiunto i 14 giorni, Treviso 13, Padova Mandria 11, Verona 9  ma Legnago 13. Si salva solo Belluno dove non è stato registrato alcun sforamento".

"Nonostante la condanna europea in itinere ed  una pandemia da Covid-19 ancora in corso che ha mostrato ancor più nitidamente la necessità e l’urgenza di pianificare e implementare dei piani antinquinamento “organici” per le nostre città, il problema della qualità dell’aria nella nostra regione resta tanto drammatico quanto irrisolto".

Questo significa che a gennaio, per un giorno su due, circa due milioni e mezzo di cittadini della regione hanno respirato aria con valori pericolosi di inquinanti atmosferici, in particolare di Pm10, particolato fine che inalato può causare molti disturbi collegati all'apparato respiratorio e l’Airc classifica l’inquinamento dell’aria tra le sostanze cancerogene".

"Un enorme danno per la salute di tutti, dato che oltre il 60% della popolazione urbana in Italia risiede in aree esposte a concentrazioni di PM10 al di sopra del limite giornaliero consentito (50 μg/m3 per non più di 35 giorni in un anno)".

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