23/05/2022

OCCHIOBELLO

"Credevamo nel rilancio, ma è stato un fallimento"

La verità sulle dimissioni dell'assessore Alberghini

Alberghini: “Un rifugio per vittime di violenza”

21/01/2022 - 12:51

OCCHIOBELLO - L’ex assessore Lorenza Alberghini spiega le ragioni delle sue dimissioni. Sono passate solo poche ore dall’annuncio del sindaco di Occhiobello Sondra Coizzi, del cambio della guardia all’interno della giunta da lei guidata, tra l’ormai ex assessore Lorenza Alberghini e Laura Bella, che ha raccolto le deleghe alle politiche sociali, lavoro, famiglia e pari opportunità, e non sembrano proprio placarsi le polemiche all’interno della maggioranza consiliare.

“Le mie dimissioni sono assolutamente un atto politico - esordisce Alberghini che ha rassegnato le dimissioni dalla giunta, rimanendo però seduta sui banchi del consiglio comunale - La nostra giunta, quasi esclusivamente al femminile, aveva tutte le carte in regola per poter essere un vero laboratorio di rilancio del paese. Invece è stato un fallimento. Ho portato pazienza sperando che le cose potessero cambiare ma alla fine ho dovuto decidere se restare e diventare complice di questo fallimento o dimettermi spiegando le mie ragioni. Ho scelto la seconda cosa perché credo nel voto e lo dovevo a chi mi ha dato fiducia alle elezioni".

"Avevamo promesso di cambiare Occhiobello ma, ad un anno dall’inizio del mandato, mi sono resa conto che cosi non si poteva andare avanti perché manca una progettualità e una visione politica concreta, non partitica, dell’amministrazione. Fare politica significa fare delle scelte che il sindaco Coizzi ha dimostrato di non riuscire a fare. Non ce la fa a dire di no a nessuno e manca totalmente di una visione progettuale nelle cose. Si continuava a navigare a vista. Io, come altri colleghi, ci ho messo la faccia e spesso mi è capitato di incalzarla su diverse cose, ma il risultato è sempre stato il nulla di fatto. Non sono certo vicina politicamente alla minoranza, ma più volte mi sono trovata d’accordo con le loro critiche. Purtroppo, non si poteva andare avanti così e la mia decisione, se pur sofferta, era obbligatoria. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, sono state le elezioni provinciali”.

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