27/05/2022

ROVIGO

Sos case, ma ce ne sono ben 800 vuote

La rabbia dei sindacati per una emergenza abitativa che potrebbe essere risolta

Sos case, ma ce ne sono ben 800 vuote

16/01/2022 - 16:56

I sindacati tuonano contro l’emergenza abitativa in Polesine e criticano la gestione Ater. E lo fanno dicendo che ci sono ben 800 alloggi sfitti, di cui 160 pronti per l’assegnazione e 600 circa da sistemare. E poi attacco alla dirigenza anche per la carenza di personale.

“In queste settimane - dicono Cgil, Cisl e Uil - nel confronto con i lavoratori dell’Ater di Rovigo, sono emerse importanti preoccupazioni degli stessi per il futuro di questa importante azienda, preoccupazioni che durano da troppo tempo e nascono dal non vedere chiarezza e prospettiva nelle scelte della governance”. E andando al cuore del problema: “Si è vista una progressiva riduzione della progettazione e programmazione negli investimenti. Basti pensare che il numero di appartamenti sfitti ha ha quasi raggiunto le 800 unità tra alloggi pronti per assegnazione, circa 180 e alloggi da riattare, circa 600. Passando in pochi anni dal 12% del patrimonio al 20%, secondi in Veneto solo alla provincia di Venezia”. Numeri che contrastano con l’aumento del bisogno di abitazioni “vista la grave situazione economica delle famiglie”.

Per i vertici dell’Ater invece i numeri vanno ridimensionati, spiegano che molti di questi alloggi in realtà sono inutilizzabili, altri in vendita. Spiegano poi che l’ente sta ben lavorando tenendo sotto controllo i bilanci, con l’obiettivo di utilizzare eventuali utili in nuovi investimenti.

Però, sempre secondo i sindacati “si investono pochi soldi sulla manutenzione con difficoltà a dare la giusta dignità abitativa a chi fruisce dell’Ater, mentre si continuano ad avere milioni di euro fermi nelle casse che non vengono investiti. Anche la stessa concezione del presidente, secondo cui il principale obbiettivo di performance per i lavoratori sia fare utili, mentre dovrebbe essere il pareggio a dimostrare che non è il guadagno ma il corretto e completo utilizzo delle risorse per i cittadini la principale finalità dell’Ater, ben sottolinea che la strategia gestionale è ancora distante dall’idea del servizio sociale che rappresenta”.

E ancora: “Abbiamo più volte chiesto che ci venga presentata l’idea di pianta organica e funzionigramma, senza però ricevere risposta. Se non si decidono le strategie, come attivarle, quali ruoli servono, chi li ricopre e come questi si intersecano e collaborano insieme, diventa difficile pensare che l’obiettivo sia chiaro e lo si possa raggiungere. Lo scorso mese di dicembre abbiamo fatto l’ennesimo incontro senza reali risposte, salvo un semplice e generico “state tranquilli e sereni” del presidente. In assemblea con i lavoratori si è deciso di rendere pubblica la situazione affinché diventi patrimonio del territorio e possa essere affrontata in profondità”.

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