27/05/2022

CORONAVIRUS

Infermieri in pensione richiamati, contro il contagio

Si mobilitano tutte le forze, per fornire assistenza nelle Rsa

Oggi si celebra la Giornata dell’infermiere: una dedica speciale per chi è in prima linea

16/01/2022 - 17:12

 Da una parte, una cronica carenza di personale; dall’altra un’ondata di contagi che in soli 15 giorni ha messo ko la bellezza di 145 operatori. E’ la tempesta perfetta che si è abbattuta sulle case di riposo polesane, mettendole in ginocchio. E l’Ulss corre ai ripari, tenendo monitorata la situazione e andando - con propri infermieri - in soccorso delle Rsa. “Già l’altro giorno siamo intervenuti all’Iras, lo faremo in tutte le situazioni più delicate”, spiega il direttore del distretto 1 dell’Ulss 5 Domenica Lucianò.

Rispetto alle prime ondate, il problema sembra essere più “logistico-organizzativo” che sanitario. Certo, comunque, da non sottovalutare. Ma, per fortuna, su 140 ospiti positivi in 22 case di riposo, nessuno ha avuto bisogno del ricovero ospedaliero. “Rispetto agli anni scorsi - spiega ancora la Lucianò - abbiamo avuto un numero di operatori positivi molto elevato, concentrato in pochissimo tempo. Il tutto in un quadro già di carenza di personale e in un periodo di carichi di lavoro piuttosto pesanti per il personale delle strutture, anche soltanto per il contesto pandemico in cui si è costretti a operare da mesi. Chiaro che, in questo modo, si vada in difficoltà”.

L’attenzione, comunque, è massima. “Il nostro team - spiega la Lucianò - era sul campo anche oggi per verificare che nelle case di riposo vengano rispettate tutte le procedure e i percorsi stabiliti nei protocolli”. Certo, anche la stessa Ulss deve fare i conti con un calo del personale a disposizione, a fronte di circa 150 operatori attualmente positivi al virus. “Per questo - dice la dg, Patrizia Simionato - stiamo richiamando in servizio anche infermieri in pensione, in modo che possano supplire alle carenze riscontrate nelle case di riposo”. Inoltre, “come da delibera della giunta regionale - aggiunge la dg - le case di riposo possono chiedere per quattro ore a settimana la presenza di nostro personale all’interno delle loro strutture. Insomma, stiamo facendo tutto quanto in nostro potere per supportare le Rsa in questo difficile momento”.

Intanto, l’Ulss da parte sua continua a “garantire le vaccinazioni degli ospiti delle Rsa, compresi i nuovi ingressi”. E proprio le vaccinazioni si sono rivelate fondamentali per contenere gli effetti dell’epidemia. “Se non ci sono ricoveri è anche grazie alla copertura vaccinale, già completata con la terza dose, che evita effetti gravi anche su persone fragili quali sono gli ospiti delle case di riposo”, conclude la Simionato.

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