17/01/2022

ADRIA

Un murales per "Panna"

Nell’opera di street art, il ricordo eterno di Mattia Panarella

13/01/2022 - 18:31

ADRIA - “Non abbiamo più il tuo sorriso, ma avremo la luce della tua stella che ci illumina e guida dal cielo”.

Sono alcune delle tante parole pronunciate tra le lacrime da amici, compagni di classe, ragazzi della compagnia in quell’indimenticabile e doloroso venerdì primo ottobre quando è stato dato l’ultimo saluto a Mattia Panarella, giovane 17enne deceduto una settimana prima lungo la Sr443 in sella alla propria amata moto. E quegli amici, compagni di classe, ragazzi della compagnia hanno realizzato un murales sulla parete nord del ripostiglio della casa parrocchiale di Valliera, che si affaccia sul parco che ha ospitato l’immensa folla, soprattutto adolescenti e giovani, che ha salutato per l’ultima volta Mattia. Quel parco punto di riferimento per ragazzini e giovani per vivere la loro socialità “in quel prato verde dove crescono speranze” come cantava Lucio Battisti.

Nell’opera di street art domina la parola “Panna” nomignolo affibbiato a Mattia ed è scritta in verde, il colore della speranza, proprio per ribadire quelle parole pronunciate singhiozzando: “Non ti dimenticheremo”. Sulla parete si leggono anche alcuni nomi: Grigolo, Mirian, Sofia, Bionda, Ale, Sara, Emma, Arianna, Elia, Giorgia, Linda, Luca, Kri, Mattia, Giogio, Sise, Anna, Evelyn, Davide, El Barto, Matteo e, circondata dalla stelle, la tua famiglia. Quei nomi già letti sulla bara bianca per sottolineare il profondo legame di affetto che legava quei giovani, per gridare di voler stare ancora insieme e nello stesso tempo per dire che con Mattia se ne andava anche qualcosa di ciascuno di loro.

Risuonano ancora le poche ma toccanti parole del sindaco Omar Barbierato alle cerimonia delle esequie: “Caro Mattia, ci hai dato una grande lezione d’amore. In questa giornata ci hai trasformati, ci hai fatto sentire tutti un’unica famiglia: genitori, parenti, amici. Grazie dell’amore e dell’esempio che ci hai dato, nonostante il poco tempo che sei stato con noi”. Particolarmente significative le parole del parroco don Fabio Finotello quando ha ricordato che, su desiderio della famiglia, le offerte raccolte sono state devolute all’Airc, Associazione italiana per la ricerca contro il cancro. “Un gesto importante e significativo - ha puntualizzato il sacerdote - perché nel salutare una vita che va in cielo si compie un gesto per salvare altre vite, per trasmettere il sorriso di Mattia ad altri giovani, così ogni nostra lacrima non andrà sprecata”.

Quella giornata infinita e struggente nel dare l’ultimo saluto a Mattia si era conclusa con quel gesto degli amici che hanno accompagnato in moto la salma dal santuario Madonna dell’autista per poco più di un chilometro, per rifare quel tratto di strada che una settimana prima avevano percorso insieme a lui. E sul luogo dove lui si era definitivamente staccato hanno posto, davanti ai volti stravolti dei familiari, una croce con la scritta Rip, riposa in pace, con quello strano numero 7747, a destra la “M” che proprio il giovane aveva inciso, sicuramente inconsapevole che sarebbe finita lì. E quel numero, creato dalla sua fantasia, appariva strano ma è diventato drammaticamente carico di significati: al 777 simbolo di pace e serenità Mattia aveva aggiunto un 4 il suo numero preferito, stranamente la somma porta a 25. E nella ruota misteriosa e imperscrutabile della vita, un 25 di settembre, Mattia volava in cielo. Ma il suo sorriso, la sua simpatia, il suo amore sopravvivono tra gli amici che ancora lo chiamano “Panna”.

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