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Elezione non in regola, scoppia il caso in casa Pd

Gli iscritti storici sbottano: "Non sosterremo mai questa maggioranza"

Elezione non in regola, scoppia il caso in casa Pd

Sondra Coizzi

OCCHIOBELLO - A nome di molti iscritti, Marco Tiengo e Luisa Angela Vallese, rispettivamente segretario e vicesegretaria uscenti del circolo Pd, hanno inoltrato ricorso avverso l’esito del congresso del 4 dicembre scorso. Lo annuncia una nota stampa.

"E’ stata - prosegue la comunicazione - infatti avanzata la richiesta di annullamento dell’elezione del nuovo segretario Mirko Mollaroli, in quanto lo stesso non avrebbe rinnovata l’iscrizione al Partito nell’anno 2021, come richiesto dal regolamento. La mancata iscrizione comporta automatica impossibilità di candidatura, nullità dei voti ottenuti e impossibilità di esercitare il diritto di voto attivo. Il ricorso denuncia anche altre scorrettezze registrate prima e durante il congresso; ad esempio, aver consentito il voto ad un assessore non in regola con il versamento delle quote dovute al Partito relativamente al suo compenso, nonostante la messa in mora notificata in precedenza. Le irregolarità, molte delle quali avvenute sotto gli occhi di diversi iscritti, sono ora al vaglio della Commissione regionale, che nei prossimi giorni si pronuncerà".

"Si aggiunge - prosegue la comunicazione - che le anomalie denunciate sono state compiute da persone che sino a pochi mesi fa non erano neppure iscritte al Partito e, anzi, negli anni lo hanno contrastato, partecipando o appoggiando nel 2019 una lista elettorale diversa da quella sostenuta dal Pd. Si deve anche rilevare una lentezza inusuale della Commissione di garanzia provinciale (attivata per il caso dell’assessore moroso), che si è invece pronunciata in tempi rapidissimi su altre questioni, quali l’espulsione dal partito - ora sospensione per ricorso - di Graziano Azzalin, storico dirigente democratico".

"Sinora i ricorrenti, per rispetto del Partito, non avevano resa pubblica la vicenda. Ma ora, alla luce di quanto dichiarato dal Pd provinciale circa la correttezza dei congressi polesani, non è più possibile tacere. Non deve sfuggire il fatto che il segretario erroneamente eletto (e da noi contestato), anch’egli convertito alla causa del Pd da pochi mesi, sia un consigliere comunale di maggioranza della sindaca Coizzi, che il Partito locale ha avversato nel 2019 e anche successivamente. E’ evidente il tentativo di 'normalizzare' il Pd, spegnendo la sua voce critica nei confronti dell’attuale amministrazione e, nel contempo, condurlo ufficialmente nella maggioranza comunale, cambiando in questo modo le proprie alleanze nel corso del mandato amministrativo".

"I ricorrenti ribadiscono di non condividere il malcelato progetto di passare in maggioranza, in quanto non concordi con il programma politico della Sindaca e della sua maggioranza, non condividendone le scelte nella gestione del comune. Si intende perciò mantenere la propria estraneità rispetto a chi ha vinto le lezioni (per un pugno di schede) facendo intendere di rappresentare una lista civica, mentre è sempre più evidente il tentativo di caratterizzarsi politicamente.  In ciò non vi sarebbe niente di strano, se si usasse la necessaria chiarezza verso i cittadini che hanno creduto che il loro voto andasse a qualcuno contrario all’intromissione dei partiti. Si confida nella decisione della Commissione congressuale regionale, affinché sia ristabilita giustizia e correttezza".

"In caso di esito insoddisfacente, il gruppo storico del Pd occhiobellese, suo malgrado, prenderà atto che il circolo locale non appare più un luogo dove coltivare valori di giustizia, correttezza e trasparenza, dove fare proposte per il bene del paese. Si prenderanno quindi le distanze da chi usa il Pd per fare carriera, per dare sfogo alle proprie ambizioni personali, effettuando scelte che tradiscono i valori del Partito, allontanandosi sempre più dai cittadini e dai problemi reali".

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