28/11/2021

CORONAVIRUS

Continua la corsa alla terza dose: è il turno dei 40enni

Attenzione però: da rispettare l'intervallo di sei mesi dalla seconda

Continua la corsa alla terza dose: è il turno dei 40enni

18/11/2021 - 17:53

Il Veneto gioca d’anticipo per cercare di evitare la zona gialla a partire dal 6 dicembre, che farebbe scattare le restrizioni, di fatto, fino a Natale. E così, la Regione ha dato il via libera alla prenotazione della terza dose di vaccino per tutti i cittadini che abbiano compiuto i 40 anni: ovviamente, resta fisso il criterio che l’inoculazione deve avvenire solo una volta trascorsi i sei mesi dalla seconda dose. Ora starà alle singole Ulss adeguarsi alla decisione, che sarà comunicata dal governatore Luca Zaia nel corso del consueto punto stampa sull’andamento dell’epidemia convocato per oggi.

L’obiettivo dichiarato di questa mossa è quello di cercare di arginare la quarta ondata, che sta iniziando a farsi sentire anche in Italia. In Veneto, intanto, ieri si sono superati i 1.600 casi in 24 ore, un nuovo record di cui certo non si sentiva il bisogno, e il boom dei contagi ha riguardato, in particolare, la vicina provincia di Padova.

La somministrazione della terza dose riguarderà, almeno nella prima fase, in particolare il mondo della scuola: sono infatti gli insegnanti (a parte anziani ed operatori sanitari) ad aver ricevuto per primi il vaccino, completando l’immunizzazione (all’epoca in larga parte con Astrazeneca) già a maggio. Per molti di loro si tratterà quindi di vaccinazione eterologa: per la terza dose verranno utilizzati soltanto Pfizer o Moderna.

Intanto, è atteso per domani il monitoraggio settimanale dell’Iss in base al quale viene stabilito, in automatico, il colore delle varie regioni per la settimana entrante. Secondo il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, intervenuto ieri ai microfoni di “Un giorno da pecora” su Rai Radio1, “al momento la situazione è sotto controllo” e non dovrebbero esserci passaggi di regioni alla zona gialla, da lunedì. “Alcune regioni - ha avvisato però Costa - come il Friuli, il Veneto e le Marche vanno un po’ attenzionate”.

Al momento, il Veneto ha già sforato il parametro relativo all’incidenza dei contagi, con oltre 115 casi su un limite fissato a quota 50. A tenere in gioco il Veneto è invece la situazione degli ospedali: è del 3,5% circa il tasso di occupazione dei posti letto in area non critica a fronte di una soglia d’allarme fissata al 15%, e del 5,5% quello relativo alle terapie intensive, su un 10% massimo accettato. Sempre oggi, Zaia dovrebbe annunciare anche l’aumento dei posti letto nei reparti ad alta intensità. E sulle ulteriori restrizioni, il governatore propone ancora una volta il proprio punto di vista: “Imporre il lockdown ai non vaccinati sarebbe un errore, ha oggettivi limiti costituzionali. Dovremmo investire di più sul dialogo convincendo gli irriducibili a vaccinarsi. Comunque, ogni decisione la prenderemo assieme, fra governatori”.

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