28/11/2021

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Salgono i prezzi, annaspano i polesani

L'Istat ha calcolato un rincaro di oltre mille euro in più all’anno a famiglia: ma in altre province...

Salgono i prezzi, annaspano i polesani

17/11/2021 - 13:46

ROVIGO - La stangata di Natale: mille euro a famiglia. E’ quanto costa ai polesani l’inflazione, ossia i rincari che si stanno registrando su beni e servizi nelle ultime settimane. L’Istat ha calcolato che in provincia di Rovigo l’aumento del costo della vita, per una famiglia di 4 persone si aggira in un salasso di 1.010 euro all’anno. Per una famiglia media, di tre persone, l’aumento è di 676 euro all’anno. Per il Polesine l’inflazione calcolata sul mese di ottobre si attesta sul più 2,8%. Un aumento dei beni al consumo leggermente inferiore alla media nazionale, che si ferma al 3%.

Un salasso che già i cittadini avevano misurato nelle proprie tasche con l’aumento di bollette, carburanti, e carrello della spesa in generale.

Guardando alle altre città del Veneto emerge che l’inflazione polesana è la più bassa della regione. A Treviso la palma degli aumenti monstre con un più 4,1% (Il che significa esborso di 1.035 euro per una famiglia di 3 persone e 1.525 euro per una famiglia di 4 persone). A Padova aumento del 3,6% (più 909 euro e più 1.339 euro); a Belluno aumento del 3,3%; a Verona aumento del 3,2%, e a Venezia del 2,8% come a Rovigo. L’inflazione media in Veneto è del 3,2% (salasso di 797 euro e 1.178 euro). In Italia del 3% (704 e 957 euro).

Insomma il salasso è servito, tanto che l’Unione nazionale consumatori dice che “Siamo inguaiati!” L'inflazione decolla. Se anche a novembre si mantenesse lo stesso ritmo di crescita dei prezzi, salirebbe al 3,3%, con il rischio di una gelata sui consumi e di un Natale in bianco. L’Istat ci dice oggi che al netto degli energetici, ossia senza i rialzi di luce, gas e benzina, l'inflazione sarebbe solo dell’1,1%. Ecco perché urge un intervento che calmieri i prezzi, sterilizzando i rincari dei carburanti e riducendo temporaneamente le accise di 20 centesimi”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.

“Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l'inflazione a +3% significa un aumento del costo della vita pari a 1.087 euro su base annua, 424 solo per abitazione, acqua ed elettricità, 470 euro per i trasporti. Per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa annua è pari a 1007 euro, 425 per l’abitazione, 410 per i trasporti, per una famiglia media il rialzo complessivo è di 841 euro, 399 per l'abitazione e 301 per i trasporti” conclude Dona.

L’Istat ha diffuso i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150mila abitanti, in base ai quali l'Unione nazionale consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita. In testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150mila abitanti più care torna Bolzano, dove l'inflazione pari a +3,4% si traduce in una maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 1.082 euro, ma che schizza a 1.526 euro per una famiglia di 4 componenti. Al secondo posto Bologna, dove il rialzo dei prezzi del 3,5% determina un incremento di spesa pari a 987 euro per una famiglia media, 1.361 euro per una di 4 persone, segue Padova, dove il +3,6% genera una spesa supplementare pari, rispettivamente, a 909 e 1339 euro annui. Per Trieste e Catania, che hanno l'inflazione più alta, +3,7%, si tratta, rispettivamente, di 877 e 1.286 euro e di 783 e 1.058 euro.

La città più virtuosa è ancora una volta Ancona, con un’inflazione del 2,5% e una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a "solo" 567 euro su base annua.

In testa alla classifica delle regioni più costose, con un’inflazione a +3,5%, il Trentino che registra a famiglia un aggravio medio pari a 948 euro su base annua, 1.359 euro per una famiglia di 4 persone. Segue la Valle d'Aosta, dove la crescita dei prezzi del 3,1% implica un'impennata del costo della vita pari, rispettivamente, a 788 e 1302 euro, terza l’Emilia Romagna, +3,2%, con un rincaro annuo di 843 e 1185 euro.

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