28/11/2021

CORONAVIRUS

Esclusa la zona gialla per il Veneto

Zaia: “Non abbassiamo la guardia, nelle terapie intensive primeggiano i non vaccinati"

Esclusa la zona gialla per il Veneto

Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto

11/11/2021 - 13:06

Nessun rischio, per il Veneto, di finire in zona gialla e dunque di tornare a dover fare i conti con le restrizioni. A dirlo, nella conferenza stampa di ieri sulla situazione dell’epidemia nella nostra regione, il governatore Luca Zaia.

Che ha spiegato, chiaro e tondo: “A breve non c’è alcun rischio di passare in zona gialla, ma non possiamo abbassare la guardia”. Secondo Zaia, infatti, i dati relativi ai nuovi contagi in Veneto, non ci porteranno a “tornare a chiuderci in casa”. Ma da qui a dire che l’emergenza è finita ce ne passa, e non poco. “Il rischio - ha avvisato infatti il governatore - esiste sempre, ed è legato a nuove restrizioni dovute al cambio di colore dell’area di riferimento. Si tratta, poi, di un automatismo: vuol dire che potremmo trovarci chiusi all’improvviso”, soltanto sulla base di un incremento dei dati di contagio. “Evitiamo quindi di subire restrizioni, perché tiriamo troppo la corda”, ha detto il presidente del Veneto.

Che ha poi escluso, per l’Italia e per il Veneto, una situazione “all’austriaca”, con il lockdown limitato dunque soltanto ai non vaccinati. “C’è dibattito sulle restrizioni decise dall’Austria per i non vaccinati - ha detto infatti il presidente della Regione Veneto - ma mi sembra una cosa impraticabile, in virtù della nostra Costituzione”. “La scelta del Green pass - ha aggiunto Zaia, che è stato tra i primi a parlare di ‘passaporto vaccinale’ - è stata fatta proprio in questa direzione: per evitare diversità di trattamento nei confronti dei cittadini. E noi non stiamo valutando misure del genere”.

Zaia ha quindi fatto un confronto tra i contagi registrati oggi e quelli di un anno esatto fa. Il 10 novembre dello scorso anno, in Veneto, a fronte di 50mila tamponi fatti erano stati individuati 2.763 positivi (con una incidenza del 5,47%) ed erano ricoverate in terapia intensiva 210 persone, mentre 1.700 si trovavano ricoverate nelle aree mediche. Oggi, con l’84,7% dei veneti vaccinati e 84mila tamponi effettuati, si sono individuati 931 positivi (con una incidenza dell’1,11%) mentre i ricoveri nelle terapie intensive sono 57 e 273 quelli nelle aree non critiche. Insomma, i positivi sono quattro volte di meno, i ricoveri si sono ridotti dell’84% e i posti occupati in terapia intensiva del 73%. Tutto merito del vaccino.

“La vaccinazione un effetto clinico ce lo dà - ha detto Zaia - tra i vaccinati c’è meno possibilità di avere sintomi o, se ci sono, sono lievi. I vaccinati ricoverati negli ospedali inoltre sicuramente non la fanno da padrone nelle terapie intensive, dove primeggiano invece i non vaccinati”.

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