03/12/2021

CANALBIANCO

Conca di Baricetta, una discarica

Pd veneto all’attacco: “Approvato uno schema di convenzione, ma non si sa quando sarà operativo”

Conca di Baricetta, una discarica

27/10/2021 - 19:57

Il Canalbianco è una vera e propria cloaca. Così la conca di Baricetta per molti mesi all’anno assume le sembianze di una discarica a cielo aperto. Al di là di tante riunioni e dichiarazioni di intenti, ancora non è stato trovato l’accordo definitivo per mantenere pulita in modo regolare quell’area e tutta l’asta navigabile.

Sulla questione interviene il Partito democratico veneto. “A distanza di oltre quattro mesi dalla nostra interrogazione, la situazione nel Canalbianco continua a essere desolante, con rifiuti di ogni tipo. La Regione potrà pure sfornare delibere e firmare accordi, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: ad oggi la bonifica resta una chimera”. È quanto affermano i consiglieri regionali dem Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon dopo la risposta dell’assessore Elisa De Berti all’interrogazione presentata a inizio giugno sui rifiuti di plastica nel Canalbianco, all’altezza della chiusa della Torretta. “Sono passati oltre quattro mesi - affermano i consiglieri Pd - almeno questo grave ritardo, come ormai d’abitudine, fosse stato accompagnato da buone notizie, invece il problema è ancora lì. Le foto e i video inviati dall’associazione Scelta etica parlano da soli”.

E ancora: “Prendiamo atto che sulla carta qualcosa si è mosso, la delibera approvata ad agosto propone uno schema di convenzione tra i Comuni e le società competenti per la pulizia dei fiumi, con le spese di raccolta e deposito dei rifiuti a bordo canale a carico di Infrastrutture venete, tramite i fondi trasferiti dalla Regione per un tetto massimo di due/tre interventi annui, mentre quelle per il trasporto e l’avvio a recupero o smaltimento faranno capo a Legnago e Adria, comuni capofila. L’accordo però non è stato ancora approvato da tutte le parti e non sappiamo quando sarà finalmente operativo. Nel frattempo la situazione continua a peggiorare, fotografia del fallimento della delibera del 31 marzo 2009 che doveva risolvere le incertezze sulle competenze dei vari enti per la pulizia di fiumi e canali, invece è stato un vero buco nell’acqua”.

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