25/10/2021

Rovigo

Un tassativo "no" ai tamponi pagati dalle aziende

Confindustria: "L'azienda è una collettività che non può pagare per chi decide di non farsi il vaccino"

Tamponi? Non li paghi la collettività

Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia e Rovigo

12/10/2021 - 17:21

ROVIGO - “I sindacati fanno il loro lavoro, e quindi ci sta che a priori sostengano che a pagare non debbano essere i lavoratori ma le aziende. Ma io faccio un ragionamento razionale: esiste una legge, uno è libero di fare il vaccino o meno, e se decide di non farlo si assume le responsabilità che comprendono anche gli oneri. L'azienda è una collettività e non può pagare la collettività per chi decide di non farsi il vaccino". Non usa mezzi termini il presidente di Confindustria Venezia Rovigo, Vincenzo Marinese commentando all’agenzia 'Dire' la proposta del segretario della Uil del Veneto, che ha chiesto che siano le aziende a pagare i tamponi dei lavoratori non vaccinati.

"Bisogna iniziare a fare tutti insieme un ragionamento non di parte ma obiettivo", ha proseguito Marinese. "Visto che al momento è possibile pagare volontariamente i tamponi ai dipendenti, perché non iniziano i sindacati a pagarli ai loro lavoratori non vaccinati?". E, ancora, se poi le aziende fossero chiamate a pagare il tampone ai loro dipendenti "tecnicamente sarebbe un benefit e andrebbe tassato o no?". Ma adesso, a ridosso dell’avvio del provvedimento, c’è pure chi cerca di correre ai ripari pagando di tasca propria il tampone ai no vax. Un’eventualità che anche il presidente di Confindustria Veneto, Enrico Carraro, proprio non prende in considerazione, dicendosi altresì contrario a qualsiasi slittamento del termine del 15 ottobre. 

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