28/10/2021

L'ALLARME

Commercianti e artigiani stanno sparendo

In Veneto la situazione più critica si registra proprio in Polesine, oltre che a Belluno

corso del popolo rovigo2

corso del popolo rovigo 3

09/10/2021 - 15:02

In quasi un decennio il Veneto ha perso 16.386 commercianti e oltre il doppio di artigiani: precisamente 33.945. In altre parole, tra il 2011 e la fine del 2020 il cosiddetto popolo delle partite Iva ha perso in queste 2 categorie complessivamente 50.331 iscritti. Una contrazione che ha riguardato tutte le province del nostre territorio. In termini percentuali, per quanto riguarda l’artigianato le situazioni più critiche si sono registrate a Rovigo (-22,6 per cento), a Verona (-22,5 per cento), a Vicenza (-17,8 per cento) e a Belluno (-16,9 per cento).  Nel commercio, invece, le note più negative hanno interessato Belluno, Rovigo (entrambe con -14,3 per cento) e Vicenza (-11,9 per cento). Attualmente in Veneto ci sono 158.402 artigiani e 166.645 commercianti. La denuncia è sollevata dall’Ufficio studi della CGIA.

Ai tradizionali problemi che da sempre assillano le micro imprese (tasse, burocrazia, mancanza di credito, etc.), le chiusure imposte per decreto e le limitazioni alla mobilità registrati in questo ultimo anno e mezzo sono state esiziali. Non dobbiamo nemmeno dimenticare il crollo dei consumi delle famiglie e il boom dell’e-commerce: per tanti autonomi la situazione è diventata insostenibile e l’unica cosa da fare è stata quella di chiudere l’attività. Queste micro realtà, ricordiamo, vivono quasi esclusivamente di domanda interna, legata al territorio in cui operano. Solo nel 2020, nel Veneto  i  consumi delle famiglie sono scesi di quasi 13 miliardi di euro, soldi che in gran parte alimentavano i ricavi delle piccolissime attività che, a seguito di questa contrazione, non sono più riuscite a far quadrare i propri bilanci.

Camminando lungo i centri storici e nei quartieri sia delle città che dei piccoli paesi di periferia del nostro Veneto, è in forte aumento il numero delle botteghe artigiane e dei piccoli negozi commerciali con la saracinesca costantemente abbassata e le luci all’interno completamente spente. Meno visibile a occhio nudo, ma altrettanto preoccupante, sono le chiusure che hanno interessato anche i liberi professionisti, gli avvocati, i commercialisti e i consulenti che svolgevano la propria attività in uffici/studi ubicati all’interno di un condominio. Insomma, le nostre città stanno cambiando volto: con meno negozi e uffici sono poco frequentate, più insicure e  con livelli di degrado in aumento.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


Notizie più lette