29/09/2021

IL CASO

La no vax si pente “Maledetta la volta che ho aderito”

La cuoca di Mestrino che aggredì Speranza: “Sono dei fulminati. Rispetto chi si vaccina”

No vax assediati, rischio denuncia

12/09/2021 - 11:26

“Quella battuta delle uova marce in faccia al ministro Roberto Speranza quand’è circolata la notizia di una sua visita a Padova, ospite il 2 settembre della festa ‘Pane e Rose’, mi sta costando cara. Maledetta quella volta che ingenuamente ho aderito al gruppo di fulminati che nemmeno conosco su Telegram”.

Così, al Mattino di Padova, Sandra Gatto, 53 anni di Mestrino. Il giorno dopo il blitz della Digos nel suo appartamento e l’iscrizione nel registro degli indagati, come tutti i giorni si è recata al lavoro nella cucina di un ristorante. La cuoca di Mestrino finita tra gli 8 estremisti dell’indagine “no vax e no Green pass”, indagata con l’accusa di istigazione a delinquere, si dice amaramente pentita di quella che considera una “leggerezza dovuta all’ingenuità” e ha puntualizzato di non essere affatto un’estremista no vax.

“Ho rispetto per chi si vaccina, credo che ognuno sia libero di comportarsi come crede. Tant’è vero che domani non andrò a nessuna manifestazione contro i vaccini e la certificazione verde a Roma come invita il gruppo, passerò la giornata in assoluto relax assieme ad un’amica in una piscina di Battaglia Terme. Per quel messaggio in dialetto veneto degli ‘ovi slossi’ (uova marce) io e la mia famiglia stiamo vivendo un momento molto difficile. Ho due genitori avanti con l’età che giovedì, dopo essere stata in Questura, mentre mi trovavo sull’Altopiano di Asiago con un paio di amiche, sono stati tempestati di telefonate di giornalisti. Mio papà che ha ottant’anni non sapeva nulla della mia situazione, quando sono tornata dalla montagna era spaventato per tutte quelle telefonate, non aveva le forze per stare in piedi. Io con i ‘Guerrieri per la libertà’ non ho nulla da spartire, mi hanno chiesto di entrare e ingenuamente ho aderito senza pensare alle conseguenze che avrei pagato essendo una pacifista che non ha il coraggio di far male ad una mosca. Basta non ne voglio più sapere di quella gente”.

Sandra Gatto racconta il momento in cui alle 6 del mattino di giovedì otto poliziotti della Digos hanno suonato al citofono del condominio dove abita, al civico 36 di via De Gasperi. “Hanno bussato violentemente al portoncino, lì per lì ho pensato si trattasse di un furto, poi mi è balenata per la mente l’idea che fossero persone mandate dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, per vaccinarmi. Invece sono stata scambiata per una terrorista, per fortuna ai poliziotti è bastato entrare nel mio alloggio dove vivo con mio figlio per capire realmente chi sono. Hanno girato per le stanze senza controllare nulla, hanno voluto vedere il computer e il cellulare. Non mi è stato sequestrato nulla, ciò nonostante non sono stati momenti facili per una come me che detesta la violenza e mai avrebbe pensato di trovarsi in una situazione del genere senza aver fatto nulla di male. Quella delle uova è stata una battuta”.

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