29/09/2021

CSI

"Noi facciamo sport per insegnare a vincere nella vita"

Cattozzi: “Il vaccino aiuta a difenderci fisicamente dal virus, il Csi ci aiuta ad andare oltre il virus per costruire una società più solidale e fraterna”

“Lo sport per sconfiggere il Covid”

06/09/2021 - 15:36

ADRIA - Lo stage interregionale Csi in programma nel fine settimana a Lavarone, apre la nuova stagione associativa 2021/22. Ma rappresenta il vero e proprio esordio per il nuovo presidente regionale, l’adriese Giovanni Cattozzi, alla guida del comitato veneto del Centro sportivo italiano dal febbraio scorso. Purtroppo le norme restrittive imposte dalla pandemia hanno ridotto notevolmente gli incontri, ecco perché l’appuntamento di Lavarone è particolarmente significativo. Due giornate di formazione per dirigenti, tecnici, arbitri e giudici delle discipline atletica, calcio, calcio a 5, karate, pallacanestro e pallavolo, oltre a un aggiornamento sulla giustizia sportiva. Prevista la presenza dei dirigenti nazionali dell’associazione, a conferma dell’attenzione e dell’importanza del comitato veneto oltre i confini regionali.

La squadra di Cattozzi è formata dai due vicepresidenti Emma Stecco e Zeno Falzi, quindi i consiglieri Enrico Mastella, Diego Maurizio Mazzaro, Dante Passuello, Elena Scomparin e Matteo Scanavacca; amministratore Claudio Boreggio e revisore dei conti Claudio Traverso. La sede regionale è a Padova in via Fratelli Gardellin, mentre ad Adria in corso Vittorio Emanuele II si trova l’ufficio di presidenza.

Manca ancora l’assistente ecclesiastico, ma la nomina è data ormai per imminente da parte del patriarca di Venezia Francesco Moraglia, intanto a Lavarone partecipa l’assistente provinciale polesano don Guido Lucchiari.

Presidente Cattozzi, la figura dell’assistente è fondamentale nell’associazione, che cosa è il Csi?

“Il Csi sa di svolgere, attraverso l’attività sportivo/ricreativa, un impegno missionario. Un impegno che si traduce e si sviluppa nella vita di tutti i giorni. Per esempio accogliendo i ragazzi del muretto, quelli che vanno in oratorio solo per giocare. Lo è anche nei confronti dei ragazzi del quartiere, scartati o sfruttati dalle società sportive tradizionali. Nei prossimi anni intendiamo perseguire la realizzazione di esperienze forti in grado di far vivere da vicino a tanti giovani la missionarietà. Inoltre vogliamo seguire con maggior intensità nuovi progetti di politiche sociali rivolti alle fasce più deboli e ai diversamente abili”.

Il Csi è formato da volontari che si dedicano allo sport, inteso nella sua accezione educativa e socializzante. Tuttavia lo stage di Lavarone dice il volontariato non va confuso con l’improvvisazione.

“Sicuramente – evidenzia Cattozzi - Il volontariato costituisce un elemento imprescindibile del lavoro sviluppato all’interno del Csi a tutti i livelli: i volontari sono un dono per l’intera associazione, una risorsa umana che richiede rispetto, attenzione e valorizzazione. Tuttavia solo un'attività sportiva estremamente organizzata e qualificata è in grado di produrre vere esperienze educative. La formazione sarà sempre più centrale nella nostra attività. Dirò di più, già da quest’anno, nonostante le difficoltà provocate dal Covid, siamo in grado di offrire un ventaglio completo di proposte destinate a coloro che desiderano arricchire le proprie competenze tecniche e le proprie capacità educative”.

Dopo Lavarone il Csi si metterà in moto in tutte le sue articolari territoriali. Vuole anticiparci le principali manifestazioni che farete a livello veneto?

“Oltre all’appuntamento di questo fine settimana in Trentino, un altro importante appuntamento con la formazione sarà a ottobre con una serie di corsi. Inoltre abbiamo in programma un grande evento che vogliamo chiamare ‘Natale dello sport’ quasi sicuramente entro novembre, per non sovrapporci al mese di dicembre già intasato di appuntamenti per tutti. Invece a dicembre saremo impegnati ad Assisi al convegno nazionale”.

Entriamo nel 2022…

“Se non ci saranno impedimenti da parte della pandemia, tra gennaio e febbraio abbiamo in programma alcune feste sulla neve per lo sci, mentre tra marzo e aprile sono fissate le feste giovanili ‘Meeting’. Una novità che mi piace anticipare – sottolinea Cattozzi – è la ‘Pasqua dello sportivo Csi veneto’, ancora non è definito, aspettiamo la nomina dell’assistente ecclesiastico, poi ci metteremo subito al lavoro. Arriviamo a marzo, aprile e maggio con le diverse fasi regionali sportive sia per singoli che a squadre. In giugno vogliamo concludere con una grande festa regionale”.

Presidente, come sarà lo sport post Covid?

“La pandemia è stata una bufera tremenda non tanto perché ha fermato le attività sportive, ma perché bloccato le relazioni sociali. Noi facciamo sport per insegnare a vincere nella vita, pertanto la forzata sospensione delle nostre attività ha avuto un impatto sociale prima ancora che sportivo. Tuttavia registro una grande voglia di riprendere, di tornare a stare insieme, di godere la socialità attraverso lo sport. Un segnale molto positivo in questo senso è la partecipazione stessa allo stage di Lavarone, ci sono state richieste di adesione ben oltre i posti disponibili. Voglio concludere con queste parole: il vaccino ci aiuta a difenderci fisicamente dal virus, il Csi ci aiuta ad andare oltre il virus per costruire una società più solidale e fraterna”.

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