29/09/2021

Adria

"La 'rivoluzione civica' finita in una bolla di sapone"

Pierpaolo Ballo, segretario del Pd, attacca i civici e difende l'operato del consigliere Spinello

"La 'rivoluzione civica' finita in una bolla di sapone"

22/08/2021 - 11:51

ADRIA - "Il Pd di Adria si aspettava la replica dell'amministrazione che, come al solito, non è altro che il suo refrain con cui tenta di salvaguardarsi ogni volta che il Partito Democratico pone l'attenzione e molto spesso sempre per primo su questioni importanti e strategiche come l'ospedale di Adria". Lo scrive il segretario comunale del Pd, Pierpaolo Ballo, nel difendere il consigliere dem Sandro Gino Spinello, attaccato dai civici.

"Se come scrivono, hanno fatto tutto il possibile per la nostra sanità intrattenendo costanti e proficue relazioni con la loro rappresentante regionale della lista civica e con i vertici dell'Ulss, facciamo presente che il loro massimo impegno sta portando nei fatti ad un continuo smantellamento incessante dell'Ospedale - commenta Ballo - da tempo il Pd dai banchi dell'opposizione sta cercando in tutti i modi di far loro capire che la partita sulla sanità la stanno perdendo e che era necessario affrontare la questione a largo raggio con il coinvolgimento vero ed autentico della città e di tutte le forze politiche, sociali ed economiche e non con timide iniziative autogestite che nulla stanno risolvendo".

"Il consigliere Spinello non è interessato a dichiarare guerre personali e non accetta lezioni su un mestiere che sa fare molto bene quello dell’amministratore e del consigliere comunale, com’è dimostrato dalla sua storia politica ed amministrativa e dal costante lavoro di analisi dei dossier e dai suggerimenti spesso dati nel corso dei consigli comunali con la sola buona volontà, affinché il massimo organo di rappresentanza della città funzioni con corretta forma e sostanza di dialogo e nella democraticità dei provenienti - prosegue Ballo - anche di fronte alle azioni molto spesso scorrette al limite della onorabilità e serietà dell’istituzione della maggioranza convinti nella loro stessa arroganza e superiorità morale che per loro le regole e il rispetto delle istituzioni non valga o possa essere aggirato e qui ribadiamo e sottolineiamo che ciò che dice o scrive il consigliere Spinello è sempre  l'espressione univoca e condivisa di tutto il Partito e del suo gruppo dirigente".

Ballo ricorda quando nel 2017 venne promosso il "Comitato per la salvaguardia dell'ospedale", una iniziativa "naufragata per volontà della futura maggioranza, allora movimento civico, di fare del comitato un contenitore privo di partiti e rappresentanza politica rendendolo progressivamente inerme nella sua azione di protesta e rivendicazione politica con il risultato che dopo l’avvento della 'rivoluzione civica' esso si è fermato progressivamente ed è ormai scomparso dal panorama politico e sociale della città". "Ma non ci siamo tirati indietro e abbiamo cercato su una tema così delicato di smuovere e collaborare con incontri di nostri membri del gruppo sanità con la maggioranza - prosegue Ballo - ma al momento del tanto sperato incontro con il direttore generale, il sindaco, lo diciamo con profonda delusione si è dimostrato del tutto impreparato quasi al limite del dilettantistico e del ridicolo - se non fosse che stiamo parlando del tema centrale per la vita della città - senza la capacità di battere i pugni sul tavolo e combattere per l’ospedale".

"Questo come si traduce? Nel concreto fallimento della 'rivoluzione civica', di quelli che si dichiaravano 'anti politici e soprattutto anti-partiti' con il risultato che esclusa l’ordinaria amministrazione o la decisione frutto di una iniziativa regionale o di più comuni di cui Adria e sempre drammaticamente il gregario, il potere, l’influenza e la capacità diplomatica e d’azione della maggioranza civica si ferma ai confini della città - conclude il segretario dem - auspichiamo quanto prima una illuminazione dei civici, dei membri singoli della maggioranza e capiscano che la città e destinata a sprofondare ulteriormente se non ci si apre al dialogo e lavoro con tutta la città, usufruendo di tutte le forze sociale e politiche di cui essa dispone per risollevarsi e fare di nuovo bella Adria e farla uscire dal suo attuale stato comatoso".

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