29/09/2021

SANITA' IN VENETO

Personale sanitario: il Veneto è in ritardo

Anna Maria Bigon (Pd): "E ora Zaia fa dietrofront sulle sospensioni dei medici no vax"

Chi non si vaccina verrà demansionato o lasciato a casa

26/07/2021 - 18:12

VENETO - "Per coprire le carenze di organico era necessario muoversi per tempo, avremmo contenuto i danni provocati dai sanitari che rifiutano il vaccino, nonostante una legge nazionale. Guardiamo l’esempio dell’Emilia Romagna: già ad aprile 2020 è uscita con un bando per lanciare una manifestazione di interesse per reclutare medici infermieri ed oss stranieri, replicandola lo scorso marzo, sfruttando l'articolo 13 del decreto Cura Italia. La Regione Veneto, invece, si è mossa soltanto a inizio luglio, troppo tardi: i medici stranieri li abbiamo lasciati al privato e adesso Zaia fa dietrofront sulle sospensioni". È quanto afferma Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico, in merito alle difficoltà di applicare la direttiva nazionale sui sanitari non vaccinati, giustificata con la mancanza di personale.  

"Da inizio emergenza, secondo l’elaborazione della Corte dei Conti su dati del ministero della Salute, l’Emilia Romagna ha assunto 2889 infermieri contro i 796 del Veneto, pur avendo una popolazione inferiore. E se anche loro hanno problemi, figuriamoci noi, che però abbiamo preferito puntare su una scorciatoia, quella dei corsi per ‘super Oss’, poi bocciata dal Tar. E, visto che il personale è già poco, è indispensabile ‘metterlo in sicurezza’, garantendo una retribuzione che freni la continua fuga verso il privato, fenomeno particolarmente evidente nelle Rsa, molte delle quali denunciano il rischio di dover chiudere". 

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