25/09/2021

LA VISITA

Casa circondariale di Rovigo: l'eccezione nel panorama carcerario

Cestari (Liga Veneta) dopo il sopralluogo alle carceri: "Rovigo è un'isola felice"

"Il carcere di Rovigo è un'isola felice rispetto alle altre carceri"

26/07/2021 - 18:00

Laura Cestari in visita alla Casa Circondariale di Rovigo. La consigliera regionale di Liga Veneta per Salvini Premier ha fatto tappa alla struttura di via Vittorio Bachelet nella mattinata di lunedì 26 luglio dopo aver già illustrato settimana scorsa in aula a Palazzo Ferro Fini la relazione sull’attività 2017-2020 del Garante Regionale per i Diritti alla Persona.  La Cestari, ricevuta dal Direttore Tazio Bianchi, dal Comandante Sara Milani e dal Capo Area Educativa Monica Motta, ha potuto toccare con mano la situazione dell’istituto polesano che, numeri alla mano, rappresenta un’eccezione nel panorama carcerario regionale: a fronte infatti di una capienza regolamentare di 208 unità e una tollerabile di 306, i detenuti presenti ad oggi sono “solo” 193, 90 dei quali in regime di cosiddetta alta sicurezza (81 italiani e 9 stranieri) e 103 in media sicurezza (32 italiani e 71 stranieri), con 112 ingressi dall’1 gennaio scorso (59 da altri istituti) e 128 uscite (15 da altri istituti). Alla delegazione, nel breve tour ha potuto visionare tutti gli ambienti della struttura, si è unito anche il Garante Provinciale Guido Pietropoli. 

Soddisfazione al termine del sopralluogo da parte della Cestari che ha così commentato: "Rovigo rappresenta una sorte di ‘isola felice’ sia a livello regionale che nazionale, non essendo al momento interessata dal problema cronico del sovraffollamento che pure in Veneto registra un totale di 2287 detenuti su una capienza regolamentare di 1908 posti. Al di là dei numeri, il ruolo delle istituzioni, quindi anche la Regione e il Garante che essa esprime (qualche giorno fa si è insediato Mario Caramel in sostituzione di Mirella Gallinaro, ndr), resta quello di organi vigilanti: la pandemia, con cui tutto il mondo si sta misurando da un anno e mezzo ormai, ha riportato al centro del dibattito anche la questione della detenzione e il delicato equilibrio che esiste tra certezza della pena, rieducazione e dignità della condizione carceraria”, ha concluso.

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