31/07/2021

ECONOMIA

La burocrazia blocca le start up

Unioncamere Veneto chiede al governo che si snelliscano gli obblighi per i giovani imprenditori

La burocrazia blocca le start up

18/07/2021 - 12:15

ROVIGO - Start up innovative, addio. O quasi. Unioncamere Veneto lancia l’allarme: la nuova norma che prevede il passaggio dal notaio per il lancio delle aziende giovani rischia di danneggiare i giovani che vogliono mettersi in gioco. Un fenomeno che riguarda da vicino la provincia di Rovigo, dove le aziende di questo tipo sono 60. Tutto nasce dalla sentenza con cui il Consiglio di Stato ha annullato il decreto del ministero dello Sviluppo economico che permetteva la costituzione delle start up innovative direttamente online, senza alcuna “vidimazione” del notaio o, in altri termini, “in assenza di atto pubblico”. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Consiglio nazionale del notariato. Di conseguenza, scatta ora l’obbligo di recarsi dal notaio, con un allungamento dei tempi e dei costi delle procedure. Il Veneto è la seconda regione italiana per presenza di start up innovative dopo la Lombardia si contano, secondo i dati Infocamere, 1.034 start up innovative che rappresentano l’8,23% del totale nazionale. Di queste, sessanta hanno base in Polesine.

Una decisione che aumenta costi, burocrazia e tempi per i giovani che vogliono fare in impresa in Italia - commenta il presidente di Unioncamere Veneto Mario Pozza - con l’obbligo del passaggio notarile rendiamo complessa una cosa semplice come l’apertura di una start up innovativa che attraverso il portale delle Camere di Commercio richiedeva al massimo 2-3 giorni ed era gratuita. Su una partita come quella delle start up innovative che riguarda il futuro non bisogna inseguire battaglie ed interessi delle corporazioni, ma avere l’obiettivo di liberare i giovani imprenditori dal peso della burocrazia che frena sviluppo ed innovazione. La possibilità di iscrizione online ha in questi anni raggiunto risultati importanti rendendo il processo più efficace ed efficiente e per questo non c’è alcun motivo per tornare indietro imbrigliando le energie positive. Le Camere di Commercio in questi hanno garantito anche il rispetto della legalità con controlli accurati e minuziosi sulle nuove imprese che si stavano formando”.

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