29/11/2021

ECONOMIA

Cala il flusso turistico, ma aumenta la permanenza

Il sindaco Franco Vitale assicura che la stagione balneare, iniziata da poche settimane, sta andando davvero bene

Le nostre spiagge puntano all’Est

15/07/2021 - 18:00

ROVIGO - In Polesine, quest’anno, sono arrivati meno turisti. Meno anche rispetto al terribile 2020, che ha visto il flusso turistico nella nostra provincia più che dimezzato dall’emergenza Covid. Ma chi verrà qui resterà di più: se mediamente, fino al 2019, ogni turista rimaneva tra Adige e Po 2,2 giorni, adesso questa quota è quasi raddoppiata fino ad arrivare al limite dei quattro giorni a testa, siamo a quota 3,8.

A dirlo sono i dati relativi al primo quadrimestre, elaborati dall’ufficio statistica della Regione Veneto sulla base delle indagini Istat, e rilanciati ieri dal gruppo Turismo di Assindustria Veneto Centro. Secondo queste cifre, infatti, gli arrivi turistici nella nostra provincia, nel periodo gennaio-aprile, in due anni sono calati di quasi due terzi: parliamo del 65,5% in meno rispetto al 2019. Insomma, per ogni tre persone che arrivavano qui, due anni fa, quest’anno ne è venuta una soltanto. E se ne 2019 gli arrivi turistici erano stati 47mila in quattro mesi e lo scorso anno si attestavano a 19.199, quest’anno sono stati appena 16.149. In rialzo, invece, come detto, la cifra relativa alle presenze, ovvero al numero di notti passate qui da ogni turista: nel 2019 eravamo a 106.258, con 2,2 notti per turista; lo scorso anno l’emergenza Covid ha fatto precipitare il numero a 56.081, quest’anno ci siamo attestati a 61.332, con un calo sì del 42,3% sul 2019, ma con un rimbalzo del 9,4% rispetto allo scorso anno.

Determinante, ovviamente, il lungo periodo di restrizioni e incertezza che abbiamo vissuto fino a poche settimane fa. I dati, è bene sottolinearlo, sono relativi al primo quadrimestre e si chiudono dunque con il 30 aprile: quattro mesi in cui, anche quest’anno, abbiamo dovuto fare i conti con grosse limitazioni, con un Veneto a lungo in zona arancione senza la possibilità di uscire dal proprio Comune di residenza se non per motivi di salute o lavoro, movimenti tra regioni contingentati e - cosa non da poco - coprifuoco alle 22.

Nonostante tutto questo, però, le presenze sono aumentate. Ed è a questo segnale di ripresa che gli operatori del settore si aggrappano, per guardare con ottimismo soprattutto all’estate. Sì perché il turismo in Polesine ha un solo nome: Rosolina. E’ qui che si concentra la gran parte delle strutture ricettive della nostra provincia ed è questo Comune, con la località Rosolina Mare ma anche con Alabrella, ad entrare più o meno stabilmente nella top-50 dei Comuni italiani con più presenze turistiche.

Dal suo osservatorio privilegiato, il sindaco Franco Vitale assicura che la stagione balneare, iniziata da poche settimane, sta andando davvero bene. “Osservatorio privilegiato? Direi proprio di sì: dalla finestra di casa mia - confida - vedo il cavalcavia che porta a Rosolina Mare e il flusso di traffico sulla Romea. Posso assicurare che quest’anno, rispetto all’anno scorso, il traffico c’è ed è abbonante: un segnale che le cose, lentamente e con tuttala prudenza del caso, stanno tornando alla normalità”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:



Notizie più lette