29/11/2021

SANITA'

Pronto soccorso: "Ore senza aiuto, mancava il personale"

Il figlio: “Chiedeva da bere, poi si è fatto la pipì addosso perché non c’era personale”

Pronto Soccorso, 13 ore nel dramma

11/07/2021 - 21:32

 ROVIGO - “Mio padre anziano lasciato ore e ore sulla barella del Pronto soccorso”. La segnalazione arriva da un rodigino che lamenta la scarsa attenzione per il genitore 8enne, ricoverato al Pronto soccorso di Rovigo. E ‘costretto’ a farsi la pipì addosso per l’assenza di personale disposto ad assisterlo.

E’ lo stesso figlio a raccontare la vicenda: “Il 9 luglio scorso mio padre è stato visitato a domicilio dal medico di base. Lui è affetto da disturbi diabetici, renali e di cardiopatia. Verso le 13.30 su suo consiglio si opta per un ricovero in Pronto soccorso. Mio papà è preso in carico dal personale dell’ospedale alle 14.43, ma fino alle 18 nessuna notizia. Quindi vengo contattato da un medico che mi chiede i farmaci che assume mio padre”.

Poi ancora silenzio assoluto. Il rodigino però aveva fornito il padre del cellulare con cui rimanevano in contatto “io e mia madre di 78 anni anche lei con disturbi di salute. In una di queste conversazioni mio padre mi diceva piangendo che aveva sete e che doveva andare in bagno, ma che nessuno lo considerava, piazzato su una barella nel corridoio dell’area rossa e lasciato là”. E continua: “Dopo una mia chiamata in cui facevo notare le esigenze di mio padre sono addirittura stato redarguito da un operatore in modo sgarbato e volgare. Quindi a mio padre è stato dato un bicchierino da caffè di acqua e nulla più. Io ho continuato a chiamarlo con cadenza regolare fino a mezzanotte e mezza quando mi ha detto che non ce l’aveva fatta più e si era fatta la pipì nei pantaloni perché non vedeva nessun operatore cui poter chiedere un pappagallo per la minzione”.

Il rodigino aggiunge che “ho provato a chiamare il Pronto soccorso senza ricevere risposta fino alle 6.30 quando sono stato contattato dal medico che mi ha detto che mio papà sarebbe stato dimesso di lì a poco con l’ambulanza. Non le nascondo che mia madre appena lo ha visto si è messa a piangere”. Infine lo sfogo: “Ma a che livelli siamo arrivati? E’ questo il modo in cui la sanità polesana tratta i pazienti? A che servono le classifiche e le belle parole del governatore veneto se poi avvengono queste cose? Spero che questa mia segnalazione serva a far riflettere i vertici della sanità polesana”.

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