06/08/2021

ADRIA

Renato Cecchetto riaccende il teatro Comunale

L’opera è stata salutata da lunghi e calorosi applausi

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09/07/2021 - 18:27

ADRIA - Per una piacevole coincidenza, è toccato a Renato Cecchetto, origini baricettesi, riaccendere il teatro Comunale dopo il lungo lockdown a causa della pandemia. Circa 250 gli spettatori per seguire “Rear Wall – Il muro sul cortile”, un giallo psicologico esistenziale di Miriam Spera, moglie nella vita e sul palcoscenico di Renato: infatti quest’ultimo veste i panni di Alfred Hitchcock, lei interpreta Alma Reville.

L’opera è stata salutata da lunghi e calorosi applausi, poi in tanti sono andati a salutare Renato. Positivi anche i commenti. “Il giallo psicologico non poteva scegliere serata migliore – commenta Daniela Marafante - Tutto sembrava perfetto, il cielo che preannuncia burrasca e l'afa opprimente che snerva anche gli animi più placidi spingendoli a gesti inconsulti. L'atmosfera ideale per assistere al dipanarsi di un sottile trattato di psicoanalisi mascherato da giallo. A tenere uniti i protagonisti – prosegue – è François Truffaut, una sorta di alter ego freudiano che nel dipanarsi della trama spinge il protagonista a raccontare di sé, a fare emergere le fobie e le paranoie che lo assillano, come la bizzarra repulsione per le uova, pungolandolo poi a confessare l'attrazione per donne bionde e sofisticate che rimandano inequivocabilmente alla figura di Grace Kelly. Donne diafane, irraggiungibili e bellissime eppure mancanti di qualcosa che non le rende alla fine le donne perfette nell'immaginario hitchcockiano perché prive di quell'estro creativo e prezioso che invece possiede la moglie Alma”.

Renato è un Hitchcock perfetto, compassato, serafico e somigliante in maniera che quasi inquieta. Miriam Spera una moglie devota e arguta, mentre Rosario Tronnolone impersona con estro e convinzione Truffaut, tagliente e sagace interlocutore che spinge il protagonista a rivelare molto di sé”.

Aggiunge Daniele Albertin: “La scena è essenziale, una camera d'albergo, un letto e un tavolino, tutto si svolge lì, ma la bravura dei protagonisti, la loro recitazione impeccabile e senza sbavature, ci hanno avvinti fino alla fine, strappandoci anche qualche sorriso. Poca musica, più che altro il gracchiare nefasto dei corvi neri del film ‘Uccelli’ che ci ha fatto accapponare la pelle soprattutto quando il temporale, ormai sulle nostre teste, ha iniziato a far ondeggiare sinistramente le pesanti tende del teatro, regalando così quel giusto pizzico d'inquietudine”.

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