29/11/2021

cia rovigo

Mezzo milione di euro di danni all’anno a causa delle nutrie

Il direttore: “Per non parlare dei danni alle coltivazioni di ogni genere, possono compromettere il raccolto di un’intera stagione”

Nutrie in Adigetto Rovigo (14)

05/07/2021 - 15:53

ROVIGO - Mezzo milione di euro di danni all’anno a causa delle nutrie. Stando alle ultime stime, sono almeno 220mila le nutrie attualmente presenti in Polesine. Si tratta di esemplari molto pericolosi, sono solite scavare le loro tane negli argini di canali, scoli e fossi. Quando transitano sulle aree a ridosso delle stesse arginature, i mezzi agricoli rischiano di ribaltarsi proprio perché i terreni, costellati di fori, risultano maggiormente ‘franosi’. “Per non parlare dei danni che provocano alle coltivazioni di ogni genere - sottolinea il direttore di Cia Rovigo, Paolo Franceschetti - Possono compromettere il raccolto di un’intera stagione”.

A questo proposito, i danneggiamenti da “castorino” in tutta la provincia ammontano a circa 500mila euro all’anno. Motivo per cui Cia Rovigo auspica che a breve venga attuato il Piano regionale di controllo della nutria, approvato nei giorni scorsi in terza commissione del consiglio regionale del Veneto. Per quanto riguarda le indicazioni, da una parte vengono vietati i veleni, i rodenticidi ‘o altri mezzi non selettivi’. Sono invece consentite la cattura mediante le gabbie-trappole e l’abbattimento diretto con armi da fuoco da parte di ‘proprietari/conduttori dei fondi adeguatamente formati e autorizzati, in possesso dell’abilitazione dell’esercizio venatorio, di licenza di porto di fucile ad uso caccia e di copertura assicurativa, utilizzando gilet di riconoscimento ad alta visibilità’.

A tale proposito, Cia Rovigo sostiene con forza la modifica della legge 157 del 1992 denominata “Norme per la protezione della fauna selvatica”. In pratica, analizza il direttore Franceschetti, la normativa che regola la materia deve venire cambiata al fine di raggiungere un punto di equilibrio, nell’ambito di una biodiversità che preveda una naturale coesistenza delle diverse varietà della fauna. “Oggi più che mai - continua - occorre andare oltre il principio della protezione per giungere a quello di una corretta gestione della stessa fauna selvatica”. In altri termini, “va ricercata qual è la densità ottimale di ogni singola specie, nell’ambito di una compatibilità ambientale, sociale ed economica”. Da sempre, peraltro, Cia Rovigo promuove “il miglioramento della procedura di controllo del territorio, valorizzando l’apporto degli organismi scientifici competenti”. Inoltre, favorisce “un costante e proficuo confronto con gli attori interessati alla questione”.

“Le nutrie rappresentano una grossa criticità rispetto alla quale siamo tenuti a dare una risposta veloce ed efficace, grazie alla collaborazione delle autorità competenti. Bene che la Regione abbia preso una posizione lungo questa direzione: dalle parole, però, adesso si passi ai fatti”. Nelle ultime settimane, infine, “stiamo assistendo ad una proliferazione incontrollata di questi esemplari. Se non verranno adeguatamente contenuti, con i metodi permessi dall’amministrazione regionale, i danni potrebbero addirittura aumentare. Questo comporterebbe degli effetti negativi pure sul reddito degli imprenditori agricoli, già bastonati dal Covid”.

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