29/11/2021

Il caso

“La nutria non è il vero problema, ma la loro gestione"

Gabriella Gibin: “Ci sono Comuni che stanno adottando dei metodi più civili per contenere il problema"

Nutrie in Adigetto Rovigo (14)

25/06/2021 - 16:39

ROVIGO - Nutrie, c’è anche chi le vuole tutelare. E’ Gabriella Gibin, presidente della commissione tutela dei diritti degli animali di Rovigo. Che dice che “si sentono spesso parecchie leggende metropolitane sulle nutrie, o meglio, chiamandole con il loro vero nome, Myocastor coypus, o castorino. Ciò è dovuto alla dilagante non conoscenza di questi animali originari del Sud America e fatti arrivare in Italia nella prima metà del ‘900 per scopi economici. I cosiddetti castorini erano impiegati negli allevamenti per produrre pellicce. Negli anni '70 e '80 però, gli allevamenti sono stati costretti a chiudere vista la poca richiesta di mercato ed hanno liberato questi animali sul territorio senza prendere nessuna precauzione. Vista l'esponenziale crescita riproduttiva di questa specie nei primi anni si è deciso di mettere in atto piani di eradicazione, sterminio ed uccisione di questi animali che non hanno sortito nessun risultato”.

Per l’associazione nel 2018 erano stimati 200mila capi di nutrie. Oltre 200mila nel 2021. “Ci chiediamo - dice Gibin - come sia possibile che dal 2016 ad oggi non sia cambiato nulla. Forse il piano eradicazione nutrie non funziona? Il piano stabilisce che le nutrie dovranno essere catturate con gabbie-trappole, oppure potranno essere abbattute direttamente con armi da fuoco dagli agenti della polizia provinciale e locale, dal personale dei parchi e da operatori adeguatamente formati”. E ancora: “Attraverso un semplice ragionamento si può dedurre che dal 2016 ad oggi il piano di eradicazione non ha sortito nessuna risoluzione al problema. E’ la risposta della specie che tende a riprodursi più velocemente di fronte al tentativo di soccombere. Inoltre i dati riportati e le verifiche finali non sono attendibili visto che, gran parte di questi animali, quando vengono catturati, sono uccisi con i metodi più disparati. Le nutrie vengono uccise barbaramente bruciate vive, annegate, lasciate morire sotto il sole o con armi fai da te e mai segnalate agli addetti al recupero”.

Per l’associazione animalista “la nutria quindi non è il vero problema. Il vero problema è la loro gestione. Ci sono dei Comuni che hanno e stanno adottando dei metodi più civili per contenere il problema come ad esempio Torino, Sesto San Giovanni, dove questa specie è monitorata e tenuta sotto controllo con la sterilizzazione. Perché continuare ad accanirsi e ad investire soldi in attività che non hanno prodotto nessun risultato? Contiamo che nel 2021 si possano adottare soluzioni meno primitive e soprattutto più risolutive di quelle messe in atto fino ad oggi”.

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