27/07/2021

Adria

Ex Coimpo, 4 mesi per la messa in sicurezza

Lo hanno annunciato gli amministratori comunali di Adria in un incontro a Ca' Emo

Ex Coimpo, 4 mesi per la messa in sicurezza

20/06/2021 - 13:56

ADRIA - Secondo il cronoprogramma del progetto esecutivo approvato dalla giunta Barbierato, serviranno dalle 12 alle 16 settimane per effettuare la messa in sicurezza e la caratterizzazione dei rifiuti dell’ex Coimpo a Ca’ Emo. Lavori che inizieranno nel momento in cui sarà espletato l’apposito bando per l’affidamento degli interventi che si prevede di dover concludere per il prossimo settembre. E’ quanto è emerso dall’incontro pubblico che gli amministratori hanno organizzato a Ca’ Emo, lo scorso 17 giugno. Una riunione alla quale hanno presenziato oltre al sindaco, l’assessore Matteo Stoppa, i consiglieri Sara Mazzucato, Cristian Andriotto e i tecnici Andrea Portieri e Devis Casetta.

La spesa complessiva dell’intervento sarà di circa 584mila euro di fondi pubblici, il 20% (146mila euro) a carico del bilancio Comunale e il rimanente 80% ( 420mila euro) da fondi pubblici veicolati attraverso la Regione Veneto. Un importo a fondo perduto, ottenuto dal Comune di Adria, dopo aver partecipato ad un bando regionale attraverso la legge regionale 1/2009 a sostegno del Dlgs 152/06. “Un risultato non scontato, ma necessario per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente” ha precisato il sindaco di Adria nel suo ruolo di autorità sanitaria locale. L’ obiettivo della giunta Barbierato, è stato autorizzato infatti, dal giudice del tribunale di Rovigo, Laura Contini, lo scorso dicembre.

A dimostrare tecnicamente la necessità dell’intervento di messa in sicurezza, la spiegazione del tecnico Devis Casetta: ”C'è il dubbio della tenuta della vasca D, il cui contenuto, dalla chiusura ad oggi, è diminuito di circa il 25% . E’ dal 2018 che si verificano fenomeni di non tenuta delle vasche, dove sono contenuti i rifiuti, con periodici trafilamenti di fango che finiscono sui piazzali, andando poi a contaminare i fossati circostanti”. L’azione di messa in sicurezza del sito di Ca’ Emo, intrapresa dal Comune, (ai sensi dell’art.250 del Dlgs 152/06) fa seguito all’inesigibilità delle polizze fideiussorie stipulate a copertura dei rischi ambientali da parte delle ditte e dopo che Gianni Pagnin e Matteo Luise, in termini di legge, non avevano presentato un piano per la messa in sicurezza dell’impianto Coimpo, come ordinato dal sindaco nel maggio 2020, (in base all’art.192 Dlgs 152/2006)Un atto preceduto dalla sentenza del giudice del tribunale di Rovigo (1571/2019) che ordinava agli imputati “Il ripristino dello stato dell’ambiente al sito Coimpo, nonché ai terreni dove erano avvenuti gli sversamenti dei fanghi dal 2013 al 2016.

Faremo di tutto per aggredire i patrimoni delle persone responsabili di quanto accaduto nel sito di Ca’ Emo - ha detto il sindaco Barbierato - non sarà facile, se ci sarà una possibilità, si farà. Nel frattempo ci siamo costituiti come parte civile in tutti i processi per ricercare la verità sui responsabili della tragedia che ha segnato per sempre il nostro territorio”. “Una volta terminata la messa in sicurezza strutturale delle vasche e dei silos ed eseguito le analisi sui campioni di fango contenenti, sapremo esattamente quali sostanze sono contenute nelle vasche e si potrà quindi procedere con la bonifica del sito di Ca’ Emo" conclude il sindaco.

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