19/10/2021

CHIOGGIA

"Salvaguardiamo il settore ittico”

Il direttore del Mercato Ittico di Chioggia sostiene la petizione lanciata dai sindacati a livello nazionale

“Pesca, no al taglio delle giornate”

Emanuele Mazzaro direttore del Mercato Ittico all’ingrosso di Chioggia

20/05/2021 - 16:03

CHIOGGIA - Il Mercato Ittico all’ingrosso di Chioggia ha aderito ufficialmente alla petizione nazionale dei sindacati “Più sicurezza e diritti per i nostri pescatori nel canale di Sicilia”, lanciata unitariamente da Fai Cisl Flai Cgil e Uila Pesca, per richiedere un intervento deciso del Ministro degli Esteri e del Governo italiano nel Canale di Sicilia. L’iniziativa vuole sollecitare il Governo Draghi affinché vigili sulla sicurezza degli operatori e delle operatrici del settore e delle imbarcazioni che tutti i giorni svolgono la propria attività lavorativa in quelle acque, rischiando sempre di più la propria incolumità. Infatti, la situazione è rimasta invariata, nonostante le rassicurazioni elargite dopo il sequestro dei 18 pescatori di Mazara del Vallo. L’episodio, avvenuto lo scorso 6 maggio 2021, è l’ennesimo atto ostile che innalza ancora di più il livello d’allarme.

“Questa petizione è indicativa del livello di pericolo che i pescatori italiani affrontano ogni giorno in acque internazionali - dichiara Emanuele Mazzaro, amministratore unico di Sst spa (Società servizi territoriali) e direttore del Mercato Ittico all’ingrosso di Chioggia - Chioggia e la sua marineria sono vicine e solidali con gli amici di Mazara del Vallo, con i quali abbiamo già condiviso la pena e l’ansia del sequestro in Libia dei 18 pescatori rapiti l’anno scorso. La Pesca Italiana sta già vivendo i gravi riflessi della crisi legata alla pandemia e il settore ittico ha bisogno di essere salvaguardato anche di fronte a complessi scenari di crisi come quelli che sta vivendo il Mediterraneo in questi mesi”.

Anche Enrica Mammucari, segretario nazionale di Uila Pesca, lancia l’allarme e dichiara: “E’ inaccettabile che si stia consumando un’escalation di violenza a danno dei nostri pescatori. Dopo la drammatica vicenda del sequestro da parte dei libici dei 18 pescatori mazaresi pensavamo di non dover ritrovarci, a distanza di pochi mesi, a rivivere situazioni che violano i più elementari diritti umani. Ma ancora più inaccettabile che il nostro Governo, il quale intrattiene rapporti diplomatici e di cooperazione con la Libia, non attui ogni iniziativa utile a garantire ai nostri pescatori di lavorare in sicurezza in quel tratto di mare. Tutelare la pesca nel Mediterraneo, far sopravvivere un settore strategico della filiera agroalimentare è una scelta politica che non può essere lasciata al caso, soprattutto perché l’Italia dovrebbe essere il Paese più interessato a difenderla”.

Interviene anche Carlo Muccio, segretario regionale del Veneto di Uila Pesca, che conclude: “Il sindacato sta coinvolgendo tutta la società civile nella raccolta di firme per moltiplicare il grido di dolore e rabbia che arriva dai nostri pescatori, a cui non basta solo la solidarietà, ma azioni concrete che pongano fine ad una guerra che si consuma da decenni, affinché possano lavorare in sicurezza e continuare ad avere quel reddito necessario alla sopravvivenza delle loro famiglie”.

E’ possibile sottoscrivere la petizione online nel sito change.org (http://chng.it/RWVwbYjqxz).

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