14/06/2021

Salute

Dopo la pandemia, aumentato tumori e infarti

In questi mesi il sistema della prevenzione si è inceppato a causa dell'emergenza: dati preoccupanti.

Allarme salute dopo la pandemia

ROVIGO - L’allarme salute non finirà con la pandemia. Anzi i prossimi mesi saranno davvero duri sul fronte della lotta a patologie che nell’anno e mezzo di emergenza Covid sono passate in secondo piano. “Ma - ammonisce la Uil di Rovigo - i numeri dicono che in molti casi prevenzione e diagnostica sono state trascurate, occorre correre ai ripari con risorse, assunzione di medici e infermieri e con una migliore organizzazione della macchina sanitaria sul territorio”.

I numeri sottolineati da Fabio Osti, responsabile della Uil di Rovigo, parlano da soli: “Nei mesi di marzo e aprile 2020 si è praticamente fermata la macchina della prevenzione di patologie quali tumore al seno, cervice e colon retto. Nei mesi successivi lo screening è ripartito, ma con numeri inferiori e faticando a recuperare il tempo perduto, per via degli accessi alle strutture sanitarie limitati dalla pandemia e per il timore degli stessi cittadini a sottoporsi ad sesami clinici”.

Ma ci sono dati ancor più allarmanti: “Nei primi 5 mesi del 2020 per le varie patologie tumorali in Italia sono stati effettuati 1,4 milioni di screening meno. Parliamo di tumori polmonari, al pancreas, alla prostata, in questo modo non sono state evidenziate circa 13mila patologie legate a queste malattie. Cito fonti Istat e del ministero della salute. E con una normale prevenzione si possono scoprire l’85% delle patologie oncologiche che in Italia sono la seconda causa di decessi (a livello nazionale una media di 500 morti al giorno per tumore)”. E ancora: nei primi 10 mesi del 2020 sono stati diagnosticati in Italia circa 70mila casi in più rispetto alle medie degli anni altri anni. “Questo significa che il calo di prevenzione ed esami clinici sta già comportando un aumento dei casi di malattia e tumori”.

Ma anche sul fronte delle malattie cardiache il segnale di allarme si è già acceso, la Uil, assieme alla Uil fpl e alla Uil pensionati, rilevano che “Le patologie cardiache e vascolari sono la prima causa di decesso in Italia, circa 650 decessi al giorno. I numeri ridicono che nel 2020 sono state eseguite 3 milioni di visite in meno, cosa che ha comportato un aumento di decessi, e addirittura un 13,75 di morti in più per patologie cardiache. E sappiamo che ogni 10 minuti di ritardo nell’intervento su queste patologie si produce un aumento del 3% di mortalità”.

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