23/05/2022

Cgia Mestre

La burocrazia dei Comuni costa 15,9 miliardi di euro

Lo studio commissionato dall'Asmel mette in luce il "bigottismo normativo" del pubblico

La burocrazia dei Comuni costa 15,9 miliardi di euro

07/05/2021 - 08:27

ROVIGO - Nel 2019 le spese dei Comuni impiegate per i servizi generali, amministrazione e gestione hanno toccato i 15,9 miliardi di euro. Se calcoliamo l’incidenza di questo importo sulla spesa corrente totale in capo ai Comuni (al netto del servizio rifiuti), essa ammonta mediamente al 35,3%, ma sale al 40,5% per le amministrazioni tra i 5 e i 10mila abitanti per attestarsi al 45,7% per quelli fino a 5mila abitanti: in queste due fasce rientrano la stragrande maggioranza dei Comuni del Polesine.

I dati elaborati dall’ufficio studi della Cgia - afferma Francesco Pinto, segretario generale Asmel - confermano che il bigottismo normativo affligge non solo il settore privato ma anche l’operatività della pubblica amministrazione locale costretta a fronteggiare disposizioni, procedure e adempimenti, che si rivelano molto spesso inutili o addirittura controproducenti. Una complessità amministrativa che grava maggiormente sulle amministrazioni comunali più piccole, meno strutturate sul piano organizzativo e con meno addetti. Semplificare le norme è il primo imperativo per far funzionare le realtà locali e per far ripartire il Paese”.

Lo studio è stato commissionato all’ufficio studi della Cgia da Asmel, l’associazione che rappresenta oltre 3.500 Comuni di tutt’Italia e che da anni sostiene che il bigottismo normativo è la principale causa dei ritardi nello sviluppo del Paese

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