17/05/2021

Territorio

L'esercito delle nutrie che si mangia gli argini

L'allarme della Cia che invita a pianificarne l'eradicazione

L'esercito delle nutrie che si mangia gli argini

ROVIGO - “Ogni due anni siamo tenuti ad investire fino ad 8mila euro per ripristinare le arginature dei fossati, la cui manutenzione sarebbe in realtà a cura delle autorità consortili, danneggiate dalle nutrie”. La segnalazione è dell’azienda agricola La Campagnola di Ceregnano, i cui terreni sono vocati alla coltura dei cereali. “Questi animali bucano gli argini per farsi le loro tane - spiega l’impresa - il rischio concreto è che, a lungo andare, qui frani tutto. Si pone dunque un problema di assetto idrogeologico”.

Oltre, naturalmente, ai danneggiamenti che questi animali provocano alle colture, negli appezzamenti agricoli. “Non siamo nelle condizioni di lavorare in completa sicurezza - aggiunge - gli enti competenti sono chiamati a trovare una soluzione a tale criticità, prima che sia troppo tardi. Ad esempio, procedendo con un programma generale di sterilizzazione e di contenimento insieme”. “Già la situazione è oggettivamente difficile per colpa del Covid; se poi dobbiamo inserire a bilancio ulteriori uscite per risezionare i fossi, la questione è destinata a diventare addirittura drammatica, da ogni punto di vista”.

Sono 220mila le nutrie presenti attualmente in Polesine, per un totale di circa mezzo milione di euro di danni all’anno. “Numeri impressionanti - spiega il direttore di Cia Rovigo, Paolo Franceschetti - che danno la cifra dell’annosa criticità cui le Istituzioni devono dare una risposta concreta”. Il punto dal quale occorre partire per impostare qualsiasi tipo di azione è il “Piano di gestione nazionale della nutria”, predisposto dal ministero dell’ambiente e dall’Ispra. Nel documento sono sintetizzati i metodi di intervento finalizzati al contenimento delle nutrie. Fra questi, la cattura in vivo tramite gabbie o trappole è il più indicato: risponde ai requisiti di buona selettività, efficacia e ridotto disturbo.

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