19/10/2021

Ciclismo

Ecco le tappe venete del Giro d’Italia

Il Giro entrerà in Veneto il 21 maggio, con la tredicesima tappa da Ravenna a Verona che attraverserà anche il Polesine

corsa giro d'italia11

Foto d'archivio

23/04/2021 - 15:52

VENETO - Storia, cultura, arte, territorio, spettacolo sportivo e difficoltà tecniche. C'è davvero tutto, quest’anno, nella parte veneta del Giro d’Italia di ciclismo 2021, che toccherà le città di Verona, Cittadella e Cortina d’Ampezzo. Le tappe venete della corsa rosa sono state presentate oggi alla stampa, in videoconferenza, alla presenza del Presidente della Regione, Luca Zaia, del Direttore del Giro, Mauro Vegni, alla Presenza dei Sindaci Federico Sboarina (Verona), Luca Pierobon (Cittadella) e Gianpietro Ghedina (Cortina).

Il Giro entrerà in Veneto il 21 maggio, con la tredicesima tappa da Ravenna a Verona che attraverserà anche il Polesine: una tappa dedicata a Dante Alighieri (sepolto a Ravenna e per alcuni anni del suo esilio vissuto a Verona) nel settecentesimo anniversario della morte. Salvo soprese, la classica tappa per velocisti con un finale veloce e spettacolare lungo le strade del capoluogo scaligero.

Sabato 22 maggio, la 14° tappa con partenza da Cittadella, è il giorno del temuto Monte Zoncolan (Udine). Prima delle tappe di alta montagna del secondo fine settimana. Presenta solo la salita di Monte Rest lungo il percorso, ma il finale è durissimo. Si scala lo Zoncolan dal versante di Sutrio (l'unica volta che fu affrontato da quel versante risale al 2003 con la vittoria di Gilberto Simoni) che presenta negli ultimi 2 km pendenze che toccano il 25/27% nel drittone finale appena prima del traguardo.

La 16° tappa Sacile - Cortina d’Ampezzo, di lunedì 24 maggio, chiuderà la seconda settimana. E il tappone Dolomitico con il Passo Fedaia, il Passo Pordoi e il Passo di Giau prima del traguardo nella città che ospiterà nel 2026 le Olimpiadi Invernali. Con 212 km e 5700 m di dislivello sarà la tappa più impegnativa dell’intero Giro. Poco dopo la partenza di sale al Cansiglio (attraverso il passo della Crosetta da Vittorio Veneto) per scendere su Belluno e dopo Agordo affrontare in sequenza i Passi Fedaia (la Marmolada che consegnò a Pantani la Maglia Rosa 1998 - Montagna Pantani), Pordoi (cima Coppi) e Giau con la lunga e impegnativa discesa fino a Cortina d’Ampezzo.

Zaia non ha mancato di guardare al futuro, assicurando che il Veneto "sarà protagonista anche dell’edizione 2022" e, rivolto a Vegni, chiedendo che "l'anno prossimo torni in Veneto una cronometro importante e che si possa pensare "a un nuovo suggestivo arrivo finale come fu quello all’Arena di Verona".

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