27/07/2021

L’EX LOCALE

Ecco come appare oggi il locale “Milleluci”

Un locale che ha fatto la storia della musica dagli anni ’60 in poi, finchè non ha visto il suo tramonto e quindi la chiusura

Il “Milleluci” e il tramonto di un’epoca

15/04/2021 - 16:10

PORTO VIRO - Un locale dismesso e un cartello appeso fuori con la scritta “Vendesi”. I muri rovinati e nessun cartello alla porta d’ingresso, Solo una serranda abbassata. Appare così, oggi, la struttura che un tempo era tra le regine del Delta del Po e ospitava una discoteca che si chiamava “Milleluci”. Un locale che ha fatto la storia della musica dagli anni ’60 in poi, finchè non ha visto il suo tramonto e quindi la chiusura. Lì sono passati i più grandi nomi della musica italiana, da Adriano Celentano ad Albano, da Caterina Caselli all’Equipe 84. E poi le migliori orchestre italiane. Certo, era tutto un altro mondo rispetto a quello che si vive oggi, le mode erano altre, e anche i pensieri erano altri. Erano gli anni del telefono a gettoni e delle telefonate dalle cabine telefoniche: il lavoro c’era per tutti e quindi anche tanti divertimenti. Era, soprattutto, l’epoca delle discoteche.

A parlarne è Tiziano Tessarin, conosciuto come deejay Sheriff. “Mi ricordo che il Milleluci è stato aperto negli anni ‘60, all’epoca ero un bambino – racconta - La mia storia alla discoteca Milleluci è iniziata negli anni ’80. Sono entrato come disc jockey e ho detto la mia: mi sono fatto conoscere ed era davvero bello. All’epoca era uno dei locali più frequentati, in cui sono nati tanti amori. Mi ricordo che ero in consolle e i dischi erano in vinile. Si ballava di domenica pomeriggio con i giovani e poi il liscio con gli adulti la domenica sera. E proprio il Milleluci è stato uno dei primi locali a lanciare le serate del venerdì. I giovani ballavano, erano i tempi di Michael Jackson, dei Duran Duran, e degli Spandau Ballet. La musica era pop e ad un certo punto di ballavano anche i lenti. Da gennaio, in poi c’erano le varie feste degli sportivi al sabato sera e delle varie associazioni. Erano feste con i signori e le signore in abito da sera molto chic”.

La particolarità delle discoteche era la palla al soffitto, ossia la sfera a specchi, che si può considerare una delle icone di quel tempo, uno dei simboli delle discoteche. Sheriff racconta per c’era sempre la fila per entrare al Milleluci. “Sono contento di avere vissuto quel momento perché è stato il più bello per la musica - precisa - Il primo declino delle discoteche c’è stato quando si è iniziato a dare omaggi, cioè ingressi gratuiti. I costi aumentavano e le entrate diminuivano quindi si era creato un ‘corto circuito’ e alla lunga se i gestori guadagnavano 8 dovevano spendere 10. Poi c’è stato il calo demografico, cioè meno giovani, e questo lo vediamo tutt’oggi, una volta le piazze erano piene di giovani, ora non più. La cosa sconvolgente è che in quegli anni nel giro di 20 chilometri c’erano 10 locali che potevano contenere 1.500 persone. A Porto Viro c’erano tre discoteche: il Milleluci, il Party, il Capitol. A Taglio di Po c’era il Daino; a Porto Tolle il Red Pink; a Rosolina il Malibù; a Chioggia altri 4 locali molto frequentati. Poi tutti i locali aperti d’estate. Oggi tutto questo non c’è più. C’è solo il Malibù che ha cambiato nome”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:



Notizie più lette