09/05/2021

COMMERCIO

"Il centro commerciale Le Torri deve chiudere: revocata l'autorizzazione commerciale"

Troppi pochi negozi rimasti attivi e così, legge regionale alla mano, il permesso per tenere aperto è da considerarsi decaduto

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ROVIGO - Il centro commerciale Le Torri deve chiudere i battenti. O almeno, questo è quello che pensa il Comune che ha trasmesso, alla proprietà della struttura di vendita di via Sacro Cuore, la comunicazione di revoca della autorizzazione commerciale: troppi pochi i negozi rimasti attivi e così, legge regionale alla mano, il permesso per tenere aperto è da considerarsi decaduto. Ora, la struttura potrà impugnare il provvedimento e provare a far valere le proprie ragioni per continuare a tenere aperto; ma in parallelo dovrà fare i conti anche con un’altra tegola: le dimissioni, già annunciate e operative probabilmente da fine mese, del direttore commerciale, l’architetto rodigino Luigi Domenico Fariello Barbato. “Impossibile relazionarsi con la nuova proprietà: non c’è dialogo, e in queste condizioni non posso fare il mio lavoro. Inutile restare”, spiega lui stesso.

Ma del resto, basta farsi una passeggiata tra la galleria del centro commerciale del centro città per rendersi conto che di quello che dovrebbe essere un gran mercato resta solo una sfilza di saracinesche abbassate. All’interno, di aperto c’è praticamente soltanto il supermercato. Poi ci sono tre espositori: uno di tappeti, uno di materassi e uno di divani. Non veri e propri negozi, dunque, ma soltanto “vetrine”. Poi sono attive la pizzeria e la palestra, anche se in questo periodo di restrizioni la loro attività è interrotta. Tutti gli altri spazi commerciali, “spalmati” su due livelli, sono chiusi, alcuni anche da molti anni.

L’ultima ad abbassare la serranda è stata la merceria, che ha chiuso qualche settimana prima di Natale. “Già all’epoca, la superficie commerciale occupata era inferiore alla quota di un terzo del totale, prevista dalla legge regionale: mancavano soltanto tre metri quadrati per rispettare i parametri. Con la chiusura anche di quella attività, la quota di superficie occupata è scesa decisamente sotto la quota del 33%”, ricorda lo stesso Barbato. Così, gli uffici comunali non hanno potuto fare altro di prendere atto del mutamento della situazione, inviando di conseguenza la notifica relativa alla revoca della licenza commerciale. Un provvedimento a cui, comunque, la struttura potrà opporsi, motivando la propria posizione. Ma leggere quello che accadrà, al momento, è complicato, stante anche il fatto che - dalla fine dello scorso anno - la proprietà del centro commerciale è passata di mano, dal gruppo Unicredit a un non meglio precisato fondo di investimento che lo stesso Barbato dice di non essere mai riuscito a contattare. “Da due anni - conclude l’ormai quasi ex direttore commerciale - il mio piano per il rilancio di quella struttura è fermo: a questo punto anche gli investitori che avevo contattato per occupare i negozi sfitti si sfileranno”. E il centro storico rischia ora di perdere un altro tassello.

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