11/04/2021

BADIA POLESINE

Il corso online per chi assiste malati di Alzheimer

n familiare informato e preparato gestisce meglio ogni circostanza e l’ammalato soffre di meno

Un corso per chi deve aiutare

BADIA POLESINE - In partenza un corso online gratuito per familiari ed assistenti di malati di Alzheimer. Da quando la moglie Chiara è mancata a causa della malattia, l’impegno di Giorgio Soffiantini per cercare di aiutare le famiglie che si trovano in questa situazione si è moltiplicato. Dopo la pubblicazione del libro “Alois Alzheimer e Chiara, la nonna che non c’è”, Soffiantini, già presidente del Lions club Badia Adige Po e componente dell’Associazione familiari di Verona, è riuscito a far collaborare le due realtà per erogare gratuitamente dei corsi di formazione specifici. L’associazione di Verona ha messo a disposizione i docenti, il Lions ha curato gli aspetti organizzativi e gli investimenti.

“Generalmente si conosce molto poco di questa patologia e delle sue conseguenze – commenta Soffiantini - e quando un familiare si trova a dover gestire questa situazione commette errori e vive male. Diversamente, un familiare informato e preparato gestisce meglio ogni circostanza e l’ammalato soffre di meno. Da qui la proposta di questo corso che si svolgerà in cinque serate, il 12, 15, 19, 22 e 26 aprile”. Il corso è erogato in videoconferenza e tutte le persone interessate vi possono accedere. Non è necessaria l’iscrizione, il link fornito è valido per tutte le serate. L’inizio di ciascun incontro è fissato alle 20.45 con lezioni di 45 minuti per lasciare poi spazio alle domande dei partecipanti. Questa è la seconda edizione del corso; la prima ha visto una media di 130 partecipanti, collegati da varie provincie venete ma anche da altre regioni come Toscana, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, oltre che una signora dagli Usa e un’operatrice sanitaria dall’Ecuador. “A fine corso – continua Soffiantini - i ringraziamenti e gli apprezzamenti degli utenti sono stati tantissimi, a testimonianza dell’enormità di questo problema assistenziale”.

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