13/04/2021

La polemica

La Cgil: “Gli agenti non vogliono le armi”

Il sindacato replica al Diccap sul tema della dotazione di pistole alla polizia locale.

La Cgil: “Gli agenti non vogliono le armi”

Non si ferma la polemica sulle pistole ai vigili urbani di Rovigo. E’ ancora la Cgil a scendere in campo. Paolo Zanini, segretario della Cgil fp replica a Mirco Gennari del Diccap e dice: “Mi trovo a disagio nel respingere dichiarazioni e attacchi personali, da parte di un ‘sindacalista virtuale’, che appare solo attraverso dei dispacci, al punto che mi chiedo se questo signore esista veramente. Chiarisco che il sottoscritto, salvo una pausa di alcuni anni, si occupa della polizia locale da 36 anni, 8 dei quali vissuti all’interno. Fin da quando il sindacalista virtuale probabilmente andava all’asilo, abbiamo combattuto battaglie durissime, per conquistare diritti e migliori condizioni di lavoro”.

Sull’obbligo dell’uso delle armi ripete che “non esiste obbligo di dotare la polizia locale di armi, diversamente da quanto urlato dal ‘virtual’. Altrimenti dovrebbe prendersela anche con il prefetto, che non solo non interverrebbe nei confronti dell’amministrazione, ma avrebbe affermato che sulla dotazione delle armi alla polizia locale decide l’amministrazione, esattamente come dice la Fp Cgil. La vera questione, se vogliamo discutere seriamente del tema, è se sia opportuno avere queste dotazioni. Sul punto, premesso che i servizi di pattuglia li conosco benissimo. La posizione da me espressa, non rispecchia un’idea personale o della Fp Cgil, ma è il frutto di molteplici discussioni fatte con il personale, che hanno sempre visto prevalere, con una grande maggioranza, l’idea che le armi non sono una priorità. Le nostre discussioni sono state sempre piuttosto vivaci e approfondite, considerata la complessità dell’argomento che qualcuno vorrebbe semplificare nella formula: più armi, più sicurezza”.

Zanini aggiunge che “la maggioranza del personale, finora la pensa diversamente. Pertanto se ne faccia una ragione il virtual, e si renda conto che non se la sta prendendo con la Cgil, ma, a sua insaputa, si sta scagliando proprio contro la volontà degli agenti che lui immagina di rappresentare e difendere. Visto poi il vergognoso tentativo di iscrivermi al partito del sindaco, informo il signore virtuale che non ho padroni e sono iscritto unicamente al mio sindacato. Prima di lanciare ridicole insinuazioni personali, il virtual dovrebbe conoscere la vita e la storia delle persone a cui si rivolge”.

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