13/04/2021

Il caso

"Rallentiamo le udienze se non vaccinate i magistrati"

Il ministro: "Ci dev'essere uguaglianza tra categorie. La scelta del governo è di procedere per classi di età"

Senza loro, la giustizia si ferma

VENETO - L’Associazione nazionale magistrati, dopo un primo tentativo a inizio marzo, ha diffuso una nota in cui minaccia un rallentamento delle udienze se non arrivassero subito le vaccinazioni per tutti.

La risposta del governo è arrivata a stretto giro ricordando come il ministro della Giustizia, Marta Cartabria, avesse già spiegato come non si può derogare dalle priorità per età e stato d’emergenza. "Sapevano già che lo stato d’emergenza per l’attività giudiziaria sarebbe stata prolungata, domani per decreto il termine sarà portato al 31 luglio", hanno spiegato fonti del Ministero. "E conoscono la scelta del governo di procedere alle vaccinazioni per classi di età"

Già a inizio marzo, "il principio di uguaglianza e la volontà di evitare la competizione tra categorie" aveva spinto il governo a negare la richiesta dell'Associazione nazionale magistrati.  

"Procedere per classi di età è stata la linea ribadita dalla ministra della Giustizia . ricordano dal ministero - e a proposito delle categorie più a rischio il ministro Marta Cartabia aveva citato in quell’occasione i cassieri dei supermercati. Insomma la posizione del governo i magistrati la conoscevano già e sembravano averla compresa".

 

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