13/04/2021

Economia

Confindustria, il percorso di fusione è iniziato

L'unine fra Venezia e Rovigo, da una parte, e Venetocentro (vale a dire Padova e Treviso) dall’altra

Confindustria adesso sogna in grande

Vincenzo Marinese

VENETO - Confindustria, il percorso per la fusione fra Venezia e Rovigo, da una parte, e Venetocentro (vale a dire Padova e Treviso) dall’altro, è ufficialmente iniziato. Forse non è ancora segnato, certo, ma adesso ci sono date, obiettivi, e scadenze chiare.

Scadenze, come ha ricordato ieri il presidente Vincenzo Marinese nel corso dell’assemblea ordinaria dell’Associazione, che vengono da lontano. “Nel 2017 - ha spiegato Marinese - io non ero per niente convinto. C’era infatti da completare il percorso con Rovigo. Poi i tempi sono maturati. Così nel 2019 sono iniziati i lavori della commissione paritetica che avevamo costituito. Nel 2020 però è arrivato il Covid (e la contestuale scadenza dei vertici di Venetocentro) e solo a fine 2020 il neopresidente di Venetocentro ci ha segnalato la volontà di riprendere i lavori". N

Adesso le due Confindustrie hanno stabilito una programmazione di massima che prevede entro marzo l’avvio della due diligence ed entro dicembre il termine del lavoro della commissione. Entro settembre 2022 si terranno gli incontri sul territorio e a primavera 2023 è previsto il termine del percorso per la sottoscrizione dell’integrazione.

Gian Michele Gambato, vicepresidente e partecipe del progetto fin dall’inizio è convinto: “Io ho vissuto l’esperienza dell’aggregazione di Venezia e Rovigo e delle due camere di commercio; esperienze che lasciano un segno. E oggi stiamo parlando di qualcosa di più grande. In questa fase, in cui si esprime una valutazione su una strategia, io credo che il significato del progetto sia quello di trovare una dimensione che vale 4mila 600 aziende, ma anche di conservare i valori di una maggiore rappresentanza territoriale per fare crescere ulteriormente la fiducia nel mondo dell’impresa. Oggi ragionare di aggregazione significa parlare non solo di rappresentanza dell’impresa ma dell’intero territorio. Di pari passo crescono però le responsabilità: serve grande attenzione ai territori e la vicinanza alle loro esigenze. Sono convinto che dovremo ragionare guardando a questo progetto in termini visionari, per dare una risposta alla società di domani in cui cambieranno completamente le regole del gioco e dell’impresa”.

“Non stiamo ancora deliberando la fusione - ha spiegato dal canto suo Vincenzo Marinese - e non so se arriveremo alla fine del percorso. E non ci arriveremo a tutti i costi. C’è qualcuno che chiede: perché non restare soli? Perché il Veneto a livello nazionale non è rappresentato a livello politico, e questo significa che non sappiamo fare sistema. La politica, poi, vive sui numeri, e noi dobbiamo avere il peso della rappresentanza. Il tema dell’aggregazione, per quanto difficile, sarà centrale e ci darà la possibilità di crescere fino a rappresentare un Pil di oltre 100 miliardi di euro, un numero che ci premetterebbe di guidare la Confindustria nazionale. Ecco perché dobbiamo provarci”. E i dubbi sulla territorialità? “Mai pensare di chiudere una sede o di rinunciare alla presenza. Se non ci fossimo stati noi oggi Rovigo non avrebbe avuto neppure un rappresentante in Camera di commercio. Per me Rovigo è fondamentale e mi sono innamorato del Polesine...”. Al voto, il progetto di aggregazione è stato approvato con 1900 voti a favore (103 contrari e 106 astenuti). La proroga delle cariche è stata invece approvata con 1791 voti a favore e 311 contrari.

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