19/10/2021

Coronavirus

"La terza ondata? Ne usciremo entro l’estate"

Le parole di Carlo La Vecchia, epidemiologo e docente di statistica medica all’università statale di Milano

“Terza ondata a fine in estate”

22/03/2021 - 19:26

ROVIGO - La terza ondata? Ne usciremo entro l’estate... Lo sostengono numerosi virologi preoccupati, però, che un allentamento delle misure restrittive nelle prossime settimane possa rallentare la fase finale di questa ondata di pandemia. A livello nazionale lo scorso 17 marzo si è registrato il record di nuovi ingressi nei reparti di terapia intensiva con 324 ricoveri, un numero mai raggiunto dall’inizio della pandemia, nel febbraio dello scorso anno. Nei giorni successivi, però, i dati hanno iniziato una lenta ma continua discesa dei ricoveri ma un aumento dell’indice di contagio.

Il picco è stato raggiunto o è ancora di là da venire? Ed è possibile ipotizzare che prima di Pasqua qualche regione come il Veneto possa cambiare colore? “Questa è una domanda impossibile - risponde Carlo La Vecchia, epidemiologo e docente di statistica medica all’università statale di Milano - innanzitutto perché è una decisione politica”. Fermo restando che fino al prossimo 6 aprile la “zona gialla” è stata congelata e al massimo si potrà tornare in zona arancione, “Pasqua è vicina ma non vicinissima, e per quanto riguarda il passaggio da rosso ad arancione è impossibile fare previsioni”. I dati del Veneto (vedi articolo a fianco), tra l’altro, sono proprio sul filo. Di sicuro c’è solo che l’andamento generale dell’epidemia “è ancora in crescita, anche se meno che in precedenza”. La conclusione, per La Vecchia, è che “molto probabilmente raggiungeremo una condizione di livellamento, ovvero di picco entro Pasqua. Ma non mi aspetto cambi di colore entro questo termine”. Ma quando l’Italia potrà davvero dire di essersi lasciata alle spalle la terza ondata? La professoressa Alda Taliani dell’università La Sapienza azzarda una previsione: entro la fine dell’estate. La sua ipotesi è basata sull’andamento dell’epidemia nel 2020, con in più l’arma dei vaccini di massa: “Se l’anno scorso, senza presidi esterni se non la spinta climatica, c’è stato un declino dei contagi, possiamo immaginare che nel 2021 accadrà la stessa cosa. Anche grazie ai vaccini, la platea degli immuni sarà più ampia. E si spera così di poter limitare la circolazione del virus”.

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