26/01/2022

VENETO

“Vaccini: l'Ue deve pretendere il rispetto dei contratti e valutare ulteriori opzioni di acquisto"

Possamai (PD): "No a soluzioni ‘fai da te’ auspicate dalla Lega”

Meningite, “2 anni per un vaccino”

03/03/2021 - 22:43

VENETO - “È necessario che l’Unione Europea cambi marcia sulle vaccinazioni: deve andare in pressing sulle case farmaceutiche per far rispettare i contratti, valutare anche ulteriori opzioni d’acquisto, oltre a ipotizzare una deroga sui brevetti per aumentare la produzione. È frustrante somministrare molte meno dosi di quanto potremmo, a maggior ragione oggi con i contagi in rialzo. Al tempo stesso però la ricetta non è quella del ritrovato sovranismo leghista. La Lega vuol recitare le due parti in commedia, di lotta e di governo a seconda di dove tira il vento, emulando Rifondazione comunista nel Governo Prodi, che la mattina era in piazza a protestare e il pomeriggio sedeva nel Consiglio dei ministri. Lavori affinché la voce italiana sia più forte a Bruxelles invece di pensare a soluzioni improvvisate o a fare propaganda; la vicenda degli intermediari dovrebbe aver insegnato qualcosa”.

È quanto affermano in una nota i consiglieri del PD Veneto con il capogruppo Giacomo Possamai e i colleghi Vanessa Camani, Anna Maria Bigon, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis, commentando il caso dell’Austria che ha annunciato per non volersi affidare più all’Ue per la fornitura di vaccini, incontrando il favore della Lega. “Lo diciamo anche al collega Finco che invita l’Italia a seguire questo esempio tirando ancora in ballo gli acquisti ‘fai da te’ e al presidente Zaia secondo cui la mossa di Vienna può essere un modo per svegliare l’Europa: crediamo che andare in ordine sparso non sia la scelta migliore per il Paese. Ciò non toglie che siamo preoccupati per i ritardi nelle operazioni di immunizzazione. Draghi ribadisca all’Unione Europea la necessità di accedere a tutti i vaccini disponibili sul mercato validati dall’Ema e di fare anche chiarezza sulla sicurezza del vaccino russo, per garantire maggiore velocità nella distribuzione; va dichiarata, inoltre, da subito la reale capacità di produzione delle singole realtà farmaceutiche. E i partiti al governo facciano squadra per rafforzare queste richieste: il nemico è il virus, non Bruxelles”.

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