28/09/2021

IL PARERE

"Caro Zaia invece di ingannare con vaccini fantasma, rendi possibile l’esame per dosare gli anticorpi ai vaccinati e ai guariti"

Il commento di Alessandro Bisato, segretario regionale del PD

Meningite, “2 anni per un vaccino”

25/02/2021 - 19:50

Il Partito Democratico veneto stigmatizza con forza la pericolosa farsa legata all’acquisto autonomo di vaccini annunciata dal Presidente Zaia e infine sbugiardata, pochi giorni fa, dallo stesso Direttore della Sanità veneta Dr. Flor con la frase: “…non sono in grado di garantire la fornitura. Prendo atto”, riferendosi ad uno dei due ‘intermediari’ coi quali il Veneto pensava di negoziare 27 milioni di vaccini! Questi vaccini non c’erano…”.
“Aver illuso le persone in un momento difficile come questo è davvero imperdonabile. -afferma Alessandro Bisato, Segretario regionale del PD veneto- Ambiti cruciali come l’acquisto e la messa a disposizione di vaccini non possono essere usate per fare propaganda politica senza avere la certezza che sia una cosa vera. Siamo ben al di là di ogni limite etico.
Il Partito Democratico Veneto suggerisce al Presidente di occuparsi invece di una cosa fattibile ed urgente con un impatto immediato per il bene dei professionisti sanitari e sociali e per gli anziani, disabili e malati psichici ospitati nelle strutture della nostra regione: dosare gli anticorpi contro il COVID ai soggetti vaccinati e ai guariti dopo 90 giorni.
“Siamo di fronte ad un paradosso -spiega Claudio Beltramello medico igienista coordinatore del gruppo strategico Sanità e Sociale del PD veneto- perché stiamo lavorando alla cieca. Gli studi indicano che circa il 4% dei vaccinati (di più negli anziani e meno negli adulti) non risponde al vaccino ovvero non sviluppa gli anticorpi specifici e quindi non risulta protetto. Questo porta a non abbassare la guardia nello screening periodico del personale sanitario e degli ospiti delle strutture ovvero si continua con l’esecuzione dei tamponi come se le vaccinazioni non fossero mai avvenute con costi e stress molto elevati. La cosa assurda è che basterebbe dosare gli anticorpi nel sangue e capire chi è protetto e chi non è protetto dopo la vaccinazione e quindi concentrare i controlli sulle persone rimaste suscettibili. Il costo vivo di questo esame è del tutto marginale: parliamo di circa 3 euro quindi un valore di molto inferiore a quello di un singolo tampone. Lo stesso ragionamento vale per le persone guarite, per verificare se dopo tre mesi sono ancora protette dall’immunità naturale o meno e questo ha un impatto per esempio nella decisione se vaccinarle o meno. E’ semplicemente irrazionale non verificare lo stato immunitario delle persone vaccinate e guarite. Ovviamente non si dovrà portare a zero i controlli sui vaccinati (sono stati descritti rari casi di vaccinati positivi al tampone sebbene sia molto poco probabile che siano in grado di trasmettere la malattia ad altri essendo molto blanda) ma è fondamentale diversificare la periodicità dei tamponi sia nel personale sanitario e sociale che negli ospiti delle strutture residenziali a seconda che siano o meno a rischio di contrarre il COVID ovvero che abbiano o meno gli anticorpi in quantità protettiva”.
“Sappiamo che i laboratori pubblici del Veneto sono già in grado di effettuare questo esame ma l’inghippo è di natura semplicemente amministrativa -intervengono Anna Maria Bigon e Francesca Zottis consigliere regionali PD in V Commissione- ovvero che non vi sia un codice che autorizzi a caricare questo esame nel Sistema Sanitario Regionale. Tra l’altro il dosaggio degli anticorpi è facile da eseguire venendo effettuato in automatico dalle apparecchiature di laboratorio senza limiti di quantità come invece accade per i tamponi molecolari che dipendono dal lavoro manuale dei tecnici di microbiologia. Ci risulta che altre Regioni lo stiano già facendo. Zaia, come al solito non scarichi su Roma le responsabilità, visto che sta al Governo, ma si attivi per risolvere il problema
“Come sempre il Presidente Zaia predilige la propaganda alla sostanza. Ci auguriamo che questo ritardo per l’attivazione del dosaggio degli anticorpi contro il COVID sia solo una svista a cui porre immediato rimedio e non invece un volontario favore ai laboratori privati che stanno offrendo questo esame al costo di 40 o 50 euro e che stanno ricevendo moltissime richieste a dimostrazione di quanto sia necessario!” -conclude.

Alessandro Bisato, segretario regionale del PD

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