08/03/2021

IL CASO

Sì all'ampliamento dell'allevamento di polli di Boara. La rabbia dei comitati

Insorge il Comitato Ambiente di Mardimago, Boara Polesine, Sarzano e Rovigo. Ma l'amministrazione comunale replica: "Colpa della normativa, decide la Provincia non noi"

Presentato l’impianto avicolo  da 345mila polli

ROVIGO - "Anche se solo in sede tecnica il Comune di Rovigo, assieme a Ulss 5, Arpav e Provincia, ha permesso alla Avicola S. Andrea di Boara Polesine di raddoppiare i capi di galline ovaiole allevate, da 30.000 a 58.000, consentendo, di fatto l’aumento della produzione, e con essa aumentare anche le emissioni in aria di polveri, di anidride carbonica e quant’altro", scrive il Comitato ambiente di Mardimago, Boara Polesine, Sarzano e Rovigo.

"Tutto ciò, nonostante le 500 firme consegnate dal nostro Comitato alla Procura della Repubblica, al Sindaco, alla Provincia, e all’Ulss5, relativamente agli odori insopportabili della zona, al traffico pesante e pericoloso su strade inadatte. E dire che Rovigo figura fra le prime città d’Italia nella graduatoria per l’inquinamento. Non è certo un bel primato, anche se è vero che in sede politica si sta tentando di adottare iniziative e misure che possano contenerne gli effetti e le conseguenze - continua il Comitato - E’ vero che tale primato è dovuto anche alla infelice situazione geografica ed atmosferica, ma proprio per questo negli incontri preelettorali il nostro Comitato ebbe rassicurazioni sul blocco agli ampliamenti di queste attività. Probabilmente, come in passato, questi impegni, una volta eletti, vengono dimenticati. Mentre ciò dovrebbe costituire ancor più vincolo rigoroso. Siamo già oltre i livelli massimi consentiti dalle normative sull’inquinamento. Non possiamo, anzi non dobbiamo, dare altre autorizzazioni senza assumere la responsabilità di adottare provvedimenti in evasione delle norme in vigore e senza gravare sulle cause di nocività alla salute dei residenti. Basterebbe adottare il “principio della precauzione”. Basta! E’ ora di diventare consapevoli che la burocrazia e le norme tecniche procurano conseguenze troppo pesanti sui livelli di civiltà e sulla qualità della vita. Basta!".

"Ulss 5, Arpav, Provincia e Comune di Rovigo devono assolutamente assumersi la conseguente responsabilità morale, civile, e penale. Devono applicare tutte le norme e le iniziative utili per impedire il superamento dei limiti in vigore sull’inquinamento atmosferico. L’attuale situazione diventa mancato rispetto delle norme e, soprattutto, mancato rispetto dei cittadini che vivono, ormai una situazione insopportabile - conclude il comitato - Fermare le auto, dopo, come soluzione per contenere l’inquinamento, serve solo a far credere che si è sensibili al problema, ma quando si permettono gli ampliamenti a queste attività significa che non si vuole risolvere il problema, oltre che a non sanare le originarie responsabilità".         

"La situazione dell’inquinamento atmosferico a Rovigo è rilevante, come nella maggior parte delle città del nord Italia, aggravata dalle specifiche condizioni altimetriche e climatiche. La Giunta comunale di Rovigo intende affrontare concretamente le problematiche connesse all’inquinamento dell’aria attraverso una serie di azioni dirette e indirette che vanno ad incidere sulla riduzione di emissioni di polveri, che saranno proposte e via via realizzate a partire da progetti di efficientamento di edifici pubblici, reti di mobilità sostenibile, zone a traffico limitato, espansione di aree verdi. Tuttavia sulla questione delle emissioni di PM10 esiste ad oggi una inadeguatezza in termini di norme regionali e nazionali, in particolare quelle che regolano le autorizzazioni ed il funzionamento delle attività produttive, agricole ed industriali, che devono essere meglio specificate e attualizzate, dato che oggi il problema delle polveri deve essere affrontato da tutti gli Enti locali, in particolare da quelli che hanno potere legislativo, a partire da un aggiornamento del Piano regionale  di tutela della qualità dell’aria e di tutte le norme applicative che ne devono conseguire". Comincia così la nota della giunta comunale in risposta alle critiche del Comitato ambiente di Mardimago, Boara Polesine, Sarzano e Rovigo sulla gestione dell'inquinamento ed in particolare sulla nuova autorizzazione all'ampliamento concessa all'allevamento di polli di Boara Polesine.

"In riferimento alle attività produttive, la Giunta comunale di Rovigo segue, sin dal suo primo insediamento, le questioni ambientali della frazione di Boara Polesine, in larga parte condizionate da insediamenti già approvati, esistenti ed  ereditati dalle precedenti Amministrazioni. In particolare  nel caso dell’allevamento S Andrea, situato nella frazione stessa, che aveva iniziato la sua attività senza tutte le necessarie autorizzazioni ambientali, è stato proprio una comunicazione del Sindaco e un successivo sopralluogo, con riscontro di cumuli di pollina all’aperto in condizioni non idonee, a dare avvio ad una serie di verifiche, da parte dei competenti Enti di controllo, che hanno riscontrato anche le inadempienze autorizzatorie - continua la nota - Gli uffici del Comune hanno sempre acquisito tutte le segnalazioni di carattere ambientale su odori, presenza di concentrazioni di mosche e trasmesso, per conoscenza e condivisione delle problematiche, agli organismi sanitari, di controllo e autorizzazione ambientale.

 Il Comune ha anche affrontato tali problematiche all’interno di un Tavolo sulla qualità dell’aria, istituito ad hoc dall’Assessore Merlo con la partecipazione di tutti gli Enti di controllo (ULSS, Arpav, Carabinieri forestali) e con la Provincia per affrontare in modo coordinato e più efficace i temi dell’inquinamento atmosferico. L’Amministrazione non si è mai dimenticata di questi problemi, anzi l’impegno e l’attenzione sono stati sempre continuativi e costanti. Successivamente è seguito un percorso di richiesta di regolarizzazione da parte dell’azienda rivolto per competenza alla Provincia. Il Comune è intervenuto segnalando le principali problematiche di gestione dell’allevamento, collegate anche alla emissione di polveri (pollina, formazione di mosche, scarichi idrici) e contribuendo per la competente verifica amministrativa come industria insalubre, su certificazione emessa dall’ULSS e ARPAV. Come è stato più volte comunicato ai rappresentanti del Comitato Ambiente di Boara, nei frequenti incontri di ascolto e di confronto che si sono effettuati in questo anno e mezzo di attività amministrativa, il Comune, pur avendo sempre svolto un ruolo di coordinamento, non ha potere né competenza di autorizzazione, né come Ente di controllo delle polveri emesse, né come certificazione dei rischi sanitari conseguenti".

"La richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale, svolta dalla Provincia, che ha consentito di passare da 30 mila a 57 mila capi, mette in evidenza che l’attuale procedura e la normativa in vigore non consentono di dare un rilevante peso alla problematica delle emissioni di PM 10, riportando l’urgenza di una revisione normativa regionale perché i problemi non possono essere caricati sulle Amministrazioni comunali senza dotarle di opportuni strumenti di intervento".

                                                                                       

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