03/03/2021

TRASPORTI

Si aggiungono 20 autobus e 12 controllori alle fermate per impedire gli assembramenti

La vicepresidente del Veneto Elisa De Berti presenta il piano trasporti in vista della riapertura delle scuole superiori

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ROVIGO - Ci saranno venti autobus aggiuntivi sulle strade del Polesine e 12 ausiliari alle fermate e ai capolinea per indirizzare gli studenti verso i bus giusti ed impedire assembramenti. E’ quanto prevede il piano trasporti presentato dalla vicepresidente del Veneto Elisa De Berti in vista della riapertura delle scuole superiori. “La scuola - ha sottolineato il governatore Luca Zaia - non è stata chiusa a causa dei trasporti”.

Dal canto suo, la De Berti ha sottolineato che gli autobus del trasporto pubblico potranno funzionare al 50% della capienza, sia per quanto riguarda i posti a sedere che quelli in piedi, mentre i bus privati che saranno affiancati potranno operare soltanto con i posti a sedere al 50%, e dunque con un massimo di 25 studenti per mezzo. Da subito, le aziende di trasporto sono chiamate ad operare come se gli studenti a scuola fossero il 75% del totale, in modo da avere tre settimane di prova generale prima di entrare a regime con i flussi maggiori di studenti.

Il Veneto metterà dunque in campo 683 autobus aggiuntivi e 244 ausiliari incaricati di far osservare il pieno rispetto delle norme. “Cercheranno - ha detto la De Berti - di dirigere gli studenti verso i vari autobus ed evitare gli assembramenti nelle stazioni e alle fermate”.

In provincia di Venezia saranno 131 gli autobus aggiunti e 48 gli steward in campo; a Treviso 120 mezzi e 20 persone; a Padova 166 bus e 40 persone; a Vicenza 143 e 48; a Verona 85 mezzo e 70 operatori; a Belluno 18 bus e 6 ausiliari; in Polesine, come detto, 20 e 12. Sorvegliarto speciale anche il traffico, in entrata e uscita dalle città all’ora di punta, a causa dell’aumento del numero dei bus.

La De Berti, poi, ha fatto sapere che il Veneto ha ricevuto dal governo 88 milioni di euro per sostenere le aziende di trasporto, che lo scorso anno hanno dovuto fare i conti con grossi buchi di bilancio da mancati ricavi. 68 milioni di euro sono già stati liquidati: altri 20 milioni saranno pagati a stretto giro.

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