03/03/2021

COLDIRETTI

Troppo freddo, e i prezzi di frutta e verdura salgono alle stelle

“I costi aumentano, ed anche il valore negli scaffali. Ma ai produttori arriva sempre meno”

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ROVIGO - Il freddo di questi giorni congela i prodotti della terra e fa schizzare in alto il prezzo di frutta e verdura. I broccoli nel vicentino prediligono il freddo quanto il radicchio rosso di Treviso che grazie alla brina migliora le proprie caratteristiche organolettiche. Ma per tante altre colture il gelo è invece una sofferenza e per gli agricoltori rappresenta un grande problema, sia per il rischio per la produzione e per l’ulteriore costo per riscaldamento di serre e annessi rustici.

L’ondata siberiana con temperature sotto lo zero registrate in questo periodo e quella annunciata per i prossimi giorni mette in allerta il comparto agricolo non solo la Protezione civile. E’ quanto spiega Coldiretti Veneto in merito alla situazione regionale di difficoltà che corrisponde a quella dell’agricoltura di tutta l’Unione Europea dove è allarme per le forniture di verdure, frutta e ortaggi sugli scaffali per effetto del crollo dei raccolti in molti Paesi ed i problemi al trasporto ostacolato dalla neve.

Il risultato è un deciso rincaro dei prezzi rispetto allo scorso anno nei mercati all’ingrosso che va dal +67% per le melanzane al +33% per le zucchine fino al +13% per i peperoni, secondo le elaborazioni sui dati Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti) da dicembre 2020 ad oggi.

Aumentano i prezzi dei prodotti nel carrello, crolla il valore corrisposto ai produttori. “Siamo al paradosso - commenta Coldiretti Veneto - che in questi giorni ha attivato l’Osservatorio sull’andamento delle speculazioni. Occorre tenere alta la guardia in considerazione di molte segnalazioni registrate. I casi rilevati su territorio regionale riguardano in particolar modo il settore orticolo con casi di ortaggi pregiati come i radicchi in genere pagati sottocosto dai 20 centesimi al chilo quello di Chioggia di prima qualità ai 40 centesimi del precoce. Tiene per ora il Rosso Tardivo di Treviso che con 2/2.5 euro/kg recupera a mala pena i costi. Rispetto ad un anno fa l’agricoltore ci rimette mediamente più di 1 euro al chilogrammo”.

La situazione non è migliore per le altre verdure come ad esempio: le patate riconosciute al produttore a 20 centesimi e vendute a 80/90, i finocchi pagati a 70 centesimi e presenti nei supermercato a quasi 2 euro al chilo, cavolfiori a 80 centesimi sul campo e a 2 euro negli scaffali della grande distribuzione organizzata.

“Praticamente - sostiene Coldiretti Veneto - un ricarico di oltre il 100%, decisamente senza misura. Il freddo ha già determinato un calo dei raccolti di agrumi, pomodoro, cetrioli, zucchine, melanzane e fagiolini in Spagna a seguito della tempesta Filomena che ha fatto crollare le produzioni nel Paese europeo maggiore produttore ed esportatore, mentre in Italia a rischio - evidenzia la Coldiretti - sono le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, finocchi, carciofi, radicchio e broccoli”. Ma lo sbalzo termico improvviso ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni coltivate in serra. A tale proposito, la Coldiretti ha elaborato un vademecum per la frutta e verdura che consiglia di verificare l’origine nazionale per essere sicuri della stagionalità, di preferire le produzioni locali che non sono soggette a lunghi e difficili trasporti e di privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori.

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