03/03/2021

CON IL LOCKDOWN

Sempre davanti al computer a causa della pandemia: la vista dei bimbi è a rischio

Troppo tempo al chiuso e molte ore davanti a Pc e smartphone, rischiano di accelerare “l’epidemia di miopia” fra i piccoli italiani

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ITALIA - Troppo tempo al chiuso e molte ore davanti a Pc e smartphone, più del solito durante il lockdown, rischiano di accelerare “l’epidemia di miopia” fra i piccoli italiani. Per rallentare la corsa di questo difetto visivo, spesso sottovalutato, che in Italia riguarda circa un milione e mezzo tra bimbi e adolescenti, oggi sono disponibili le prime lenti “intelligenti” per gli occhiali, innovative e in grado di correggere e allo stesso tempo ridurre del 60%, in media, la progressione della miopia.

Lo rivela uno studio della Polytechnic University di Hong Kong, pubblicato sul British Journal of Ophthalmology. Frutto della ricerca dell’azienda Hoya, le lenti con tecnologia Dims inibiscono l’allungamento del bulbo oculare, grazie a circa 400 “isole”, cioè microscopici segmenti capaci di generare una particolare ’sfocatura’ nella retina periferica, in modo da rallentare l’allungamento del bulbo oculare e la progressione della miopia.

I dati raccolti su 160 bambini dagli 8 ai 13 anni con miopia fino a meno 5.00 diottrie, dimostrano in due anni una riduzione in media del 60% dello sviluppo della miopia in chi ha portato occhiali con queste lenti speciali. In Italia la miopia riguarda 15 milioni di adulti e circa un milione e mezzo tra bambini e adolescenti, che rischiano di peggiorare la loro visione da lontano.

“Il maggior tempo trascorso durante questi mesi in attività ‘da vicino’ può aumentare il rischio di problemi agli occhi - spiega Paolo Nucci, ordinario di Oftalmologia all’Università Statale di Milano - anche in chi non sarebbe portato a svilupparli per il continuo sforzo di accomodamento della vista per cui alla fine l’occhio non riesce più a trovare la messa a fuoco per vedere da lontano”. “Gli occhiali con lente a tecnologia Dims, non essendo invasivi, sono più adatti e ben tollerati dai giovani, perché privi di effetti collaterali che possono incidere sul benessere psicologico ed emotivo del bambino”, sostiene Roberto Caputo, direttore dell’Oftalmologia pediatrica all’ospedale Meyer di Firenze.

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