05/03/2021

CORONAVIRUS IN VENETO

Vaccino, la convocazione arriva per posta

Finiti i sanitari e le Rsa, toccherà agli ultra ottantenni, e la popolazione fino ai 70 anni, quindi i lavoratori dei servizi essenziali

Vaccino, in Polesine arriveranno 2500 dosi a settimana

VENETO - In testa per percentuale di vaccini somministrati in Italia, c’è il Veneto con 63.525 dosi iniettate pari all’81,5% del totale delle dosi consegnate, seguito dalla Toscana con 41.724 pari al 79,8%, l’Umbria con 7.537 dosi pari il 76,6% e la Campania con 50.427 pari al 75,2%. Seguono la Provincia autonoma di Trento con 7.117 dosi pari al 72,3% e il Lazio con 61.073 dosi pari al 69,6%. Fanalini di coda nella somministrazione la provincia autonoma di Bolzano, con 4.795 dosi pari al 34,8%, la Lombardia con 53.850 dosi pari al 35% e la Calabria con 9.732 dosi pari al 38%.

Intanto, il dipartimento prevenzione della Regione Veneto ha fissato le regole per la vaccinazione della popolazione, mentre stanno già iniziando le ricognizioni, a livello territoriale, per identificare i siti idonei per effettuare le “punture” a tutti gli aventi diritto, una volta terminato (si presume entro inizio febbraio) con personale sanitario e Rsa.

La priorità, a quel punto, sarà dettata dall’età: gli ultra ottantenni, e la popolazione fino ai 70 anni, verranno vaccinati per primi, quindi i lavoratori dei servizi essenziali, per poi proseguire fino alle fasce d’età fino ai 60 anni, a seconda del numero di dosi a disposizione.

Si proseguirà poi con le persone con patologie pregresse, partendo dai 59enne e andando a scendere; per gli immunodepressi sarà lasciata al soggetto - assieme al proprio medico curante - la scelta, in base alle terapie seguite.

Si verrà chiamati nominalmente, ma non per telefono: verrà inviata una lettera all’indirizzo di residenza, con specificati luogo, giorno e ora della vaccinazione; ci sarà ovviamente la possibilità di spostare l’appuntamento. Ancora da decidere, invece, l’ordine di priorità per under 18 e donne in gravidanza. Un volta vaccinati, l’immunità dovrebbe durare dai sei ai 12 mesi. Ma, per questo aspetto, le valutazioni sono ancora in corso.

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